Folla in centro, pochi bagni: «Ci hanno messo le latrine sotto casa»
Reggio Emilia: affluenza record la sera in piazza Fontanesi: il Comune mette 4 bagni al posto dei parcheggi. Insorgono i residenti di Largo degli Alpini
REGGIO EMILIA Hanno aperto le finestre di casa e, al posto dei soliti parcheggi, si sono trovati quattro bagni chimici. Vere e proprie latrine coperte di plastica verde spuntate due giorni fa per volontà del Comune, che ha cercato così di accontentare i residenti di piazza Fontanesi, il salotto buono di Reggio, assediati dai giovani della movida che orinano la sera sui portoni delle loro case.
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A farne le spese i residenti dall’altra parte della strada, in Largo degli Alpini, protagonisti di progetti sul decoro urbano concentrati in via Ariosto, che attaccano ora l’amministrazione comunale.
«Aprire le finestre che danno sul Largo degli Alpini la mattina del 10 agosto ed essere colpiti in viso da un fresco odore di detersivo è tutt’uno con la consapevolezza che quel profumo si tramuterà in breve in ben altro olezzo» scrivono in maniera piccata la presidente dell’Ati di Porta Castello Emanuela Algeri e quella del Comitato di Porta Castello Marta Davoli.
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«Di buon mattino infatti è stata montata una “batteria” di quattro bagni chimici che nelle intenzioni del Comune, si presume, dovrebbe essere utilizzata dagli avventori dei diversi bar e locali della zona, in particolare del “salotto” della città, piazza Fontanesi, che dopo le bevute notturne non si premurano di raggiungere un bagno e provvedono per strada ai loro bisogni fisiologici.
Gli amministratori dicono di aver raccolto in questo modo le istanze dei residenti, con i quali ci sentiamo solidali, che sono stanchi di vedere usate le loro strade, i loro ingressi, come latrine».
La scelta del luogo dove collocare le latrine ha però fatto arrabbiare i concittadini di Porta Castello, da anni in lotta per restituire bellezza e vivibilità alla zona.
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«Con questo intervento il Comune ora invita tutti quelli che hanno bevuto a riconoscere e usare Largo degli Alpini come il servizio igienico del quartiere» dicono. Non solo: a lasciar perplessi è anche la concentrazione di tutti i bagni in un unico punto. Ma a bruciare è soprattutto il vuoto di comunicazione viste le recenti collaborazioni.
«Pur in presenza di un comitato di cittadini attivo e collaborativo, il Comune non ha pensato di informare o consultare i cittadini residenti in zona – è la presa di posizione – Noi del comitato siamo per la “partecipazione attiva”, come abbiamo dimostrato ad esempio con il Minicinema City-in e recentemente con l’iniziativa in via Ariosto Urban Renaissance, e speriamo sempre che il Comune accolga le nostre richieste, inoltrate ormai da anni, come la potatura degli alberi e una migliore illuminazione in via Ariosto».
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Tutti progetti che strizzano l’occhio proprio al decoro urbano, concetto che mal si concilia con i quattro bagni chimici.
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«Queste latrine non si inseriscono minimamente nel paesaggio urbano. Sono state messe vicino alle storiche Case Operaie e venendo da via Ariosto ora si sovrappongono al palazzo dei Mutilati appena restaurato e al complesso absidale della chiesa di Sant’Agostino. Se gli stalli nuovi delle biciclette modello europeo di piazza XXIV Maggio non piacciono ad alcuni amministratori, cosa mai si potrà dire di questo inserimento?».
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Eppure, pochi giorni fa, c’era stata l’occasione per discutere della soluzione adottata in sordina dal Comune, durante l’incontro con l’amministrazione al Catomès Tot. Il problema legato all’incredibile e inedito successo di pubblico in piazza Fontanesi è certamente complesso secondo i due comitati ma «l’impressione che si prova nel veder realizzati interventi di questi tipo è che non siano essi il “giusto rimedio” ma che rappresentino solo un blando, temporaneo e facile tentativo di porre riparo al problema, senza risolverlo alla sua origine, anzi riconfermandolo e legittimandolo».
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