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«Nei centri commerciali non si lavori a ferragosto»

di Leonardo Grilli
«Nei centri commerciali non si lavori a ferragosto»

Filcams, Fisascat e Uiltucs invitano i dipendenti a non lavorare il 15 agosto attaccando la liberalizzazione degli orari: «Stare a casa non avrà ripercussioni»

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REGGIO EMILIA. A ferragosto non si lavori: lo si può fare senza temere di incorrere in sanzioni disciplinari.

Sono le organizzazioni sindacali dei lavoratori del commercio Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil, confermando la netta contrarietà alle aperture festive, a invitare gli addetti di tutte le attività svolte all'interno dei centri commerciali a stare in vacanza lunedì prossimo.

Le segreterie regionali delle tre sigle invitano cioè «all’astensione dal lavoro per tutto il turno di lavoro della giornata del 15 agosto» ricordando ai lavoratori che, «sulla base delle norme contrattuali vigenti e alla luce delle recenti sentenze della cassazione, potranno rifiutarsi di effettuare prestazioni lavorative in tutte le festività, senza incorrere in nessuna sanzione».

Qui a Reggio Emilia sono diversi i centro commerciali che resteranno aperti a ferragosto: Il Gigante di via Justus Liebig, tutte le filiali Eurospin, l'Affare di Masone e l'Eurospar di viale Regina Elena che nel complesso raggruppano diverse centinaia di dipendenti.

«Non si tratta di uno sciopero vero e proprio - spiega Luca Chierici, segretario del commercio della Filcams reggiana - ma un invito all'astensione dal lavoro. A noi preme che i lavoratori conoscano questo diritto riconosciuto e sarebbe un successo anche se solo uno di loro potesse passare il 15 agosto in famiglia. Ma sollecitiamo anche i consumatori a scegliere, almeno nelle festività, di non andare nei centro commerciali per permettere anche a chi ci lavora di vivere un ferragosto in serenità».

I sindacati attaccano poi la liberalizzazione degli orari introdotta nel 2011 con il decreto Salva Italia perché ha eliminato «ogni vincolo e regola gli orari commerciali, nel totale disinteresse degli effetti negativi prodotti su milioni di persone, in prevalenza donne, e sulle loro famiglie. Le nuove regole, ancora ferme in parlamento, se da una parte potranno permettere agli enti locali e alle parti sociali di ridiscutere di orari di apertura degli esercizi commerciali nei territori, dall’altra, non ponendo vincoli se non la chiusura in sole sei festività sostanzialmente non risolveranno il problema».

Le liberalizzazioni, insistono i confederali, «sono sbagliate, non aiutano la crescita economica, creano dumping tra piccola e grande distribuzione, svuotano i centri storici delle città a favore delle cittadelle del consumo, sviliscono la qualità del lavoro spezzettando la prestazione lavorativa e costringendo i dipendenti ad orari improbabili. Da qui l'invito rivolto ai dipendenti in vista di ferragosto per far valere il principio che nelle festività si può non lavorare.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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