«Latrine necessarie perché le strade non sono orinatoi»
L’assessore Tutino risponde ai comitati: «Troppe richieste da parte di residenti e commercianti di Piazza Fontanesi»
REGGIO EMILIA. Durante il fine settimana è come trovarsi a un concerto, con migliaia di persone che stanno assieme per mangiare e bere all’aperto. Un quadro idilliaco per i titolari dei locali e l’amministrazione comunale, che su Piazza Fontanesi ha investito molto raggiungendo negli anni il suo successo più evidente. Ora, però, sorgono i problemi: «I portoni delle strade limitrofe alla piazza sono stati usati come orinatoio e da mesi ci arrivano mail e segnalazioni in cui si chiede di migliorare la situazione» mette in chiaro ora l’assessore alle Infrastrutture, Mirko Tutino, che risponde ai residenti dei comitati di Porta Castello, che si son visti piazzare una serie di bagni chimici per arginare il degrado generato da chi lorda le strade invece che usare i bagni nei locali.
«Rispondo volentieri» scrive in una nota Tutino rivolgendosi ai comitati e confermando che si tratta di un’installazione temporanea dei bagni chimici che «nasce dalla richiesta di numerosi residenti di dare risposta ad alcune conseguenze derivanti dall’alta frequentazione di piazza Fontanesi e piazza XXIV Maggio». Nulla di campato in aria quindi, ma la risposta a una fetta di residenti che scontenta però un’altra fetta di cittadini, coloro che si sono trovati le latrine sotto le finestre. «Se è vero, come dicono le rappresentanti dell'Ati e del Comitato di Porta Castello, che non è scontato che i bagni vengano utilizzati perché “distanti” da Piazza Fontanesi, è anche vero che non erano ipotizzabili localizzazioni meno problematiche. Qualsiasi altra soluzione sarebbe stata molto più vicina a finestre e portoni degli edifici residenziali del quartiere».
I comitati hanno masticato amaro anche a causa del mancato coinvolgimento nella decisione. «Vorrei precisare che l'intervento è temporaneo e sperimentale - spiega Tutino - È stato infatti pensato per verificare se la richiesta di bagni pubblici, arrivata da esercenti e cittadini della zona - non tutti parlano con l'Ati e con il Comitato, ma chiedono comunque risposte al Comune - possa avere senso per un'intera stagione. Vedremo se tra la fine di agosto e settembre i bagni risolveranno i problemi segnalati oppure no. Qualora si rivelasse una soluzione positiva e da ripetere per l'intera estate, attiveremo tutte le forme di coinvolgimento per migliorare la scelta sia dal punto di vista estetico che, eventualmente, localizzativo».
Per il comune i bagni chimici sono una soluzione a basso costo e inseriti nel bilancio già stanziato del Servizio urbano di Igiene ambientale, «utilizzati anche nei centri storici di tante città europee, per eventi e periodi limitati. Se la scelta dovesse diventare definitiva, è evidente che si faranno scelte diverse» afferma l’assessore dopo i richiami al decoro di Marta Davoli, presidente del comitato. Ma viste le premesse sembra difficile l’eliminazione dei bagni in strada, a costo anche di perdere alcuni stalli considerati preziosi per i residenti. «Comprendo e ritengo positive, soprattutto nei toni e nell'approccio costruttivo posto da persone che hanno fatto molto e stanno facendo molto per il proprio quartiere, molte delle ragioni poste dalle due rappresentanti dell’Ati e del Comitato Porta Castello - dice Tutino - Il Comune ha però il dovere civico, per riprendere le loro parole, di rispondere anche ad altre istanze che arrivano da residenti ed esercenti che pongono problemi molto elementari - evitare che qualcuno lasci sgraditi segni del proprio passaggio nel portone di casa - ma non per questo meno rilevanti. Una campagna di sensibilizzazione avrebbe risolto il problema? Sarebbe stato pensabile risolvere la questione militarizzando le strade laterali con agenti della Polizia municipale, in attesa nel buio dei portoni dei giovani frequentatori della piazza per poi sanzionarli? Al di là delle parole, abbiamo dubbi che si potessero sperimentare soluzioni alternative. Per ora verificheremo per un breve periodo questa soluzione, disponibili ad ascoltare tutte le opinioni che arriveranno e senza la paura di fare marcia indietro qualora non funzionasse. Ciò non pregiudica l'impegno comune per le strategie di lungo periodo». (e.l.t.)
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