Truffato on line e poi preso in giro
Baiso: il raro whisky non viene consegnato. L’impostore lo deride via sms
BAISO. Prima la truffa via internet, poi la presa per i fondelli per rigirare il coltello del manico. È surreale il comportamento di due truffatori calabresi, un 25enne e una 45enne crotonesi con diversi precedenti alle spalle, che nelle settimane scorse hanno ingannato un 30enne di Baiso, vendendogli una bottiglia di whisky da collezione mai esistita. Quando l’uomo ha cercato di contattare i presunti commercianti via cellulare, a un certo punto ha ricevuto come risposta un messaggio che recitava: «È una truffa, devi ringraziarci, bere fa male». A parte l’arroganza, la replica non è neppure particolarmente astuta, perché la persona incastrata trova sicuramente motivazioni extra per denunciare l’accaduto. Normalmente, invece, molte vittime preferiscono non segnalare alle forze dell’ordine l’accaduto, per una miscela di vergogna e timore di perdere molto tempo. Si è comportato diversamente il 30enne imprenditore di Baiso che si era messo a cercare su un sito di annunci via internet una bottiglia di whisky pregiato, per ampliare la propria collezione.
Aveva trovato un’offerta ritenuta conveniente per una bottiglia di marca e annata di qualità e si era messo a trattare con posta elettronica e messaggini sms, concordando alla fine un prezzo di 220 euro.
Dopo aver pagato la somma con un bonifico su una carta di credito prepagata, il 30enne è rimasto in attesa della consegna, che invece tardava ad arrivare. Insospettito, ha cercato di contattare i venditori ottenendo prima delle scuse e poi la risposta sardonica che lo ha convinto a denunciare la truffa, presentandosi dai carabinieri della stazione di Baiso con tutti i dati informatici in proprio possesso.
I militari sono riusciti a risalire alla base dell’inganno, identificando negli autori un 25enne e una 45enne di Crotone con parecchi precedenti nel settore.
Il ragazzo era l’autore della falsa inserzione e della trattativa, la donna invece la titolare della carta di credito postale usata per il pagamento. Ora la coppia è stata denunciata per truffa aggravata in concorso il 30enne di Baiso potrà costituirsi come parte civile, per poter ottenere il risarcimento della somma sottratta in caso di condanna dei due. (adr.ar.)
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