Botte alla figlia troppo occidentale
CASINA.Sono passati quasi due anni dall’aggressione, che fece molto rumore in montagna e di cui si discusse anche a livello nazionale, subìta da Aurora Belhamra, figlia di Khalil, che oggi risponde...
CASINA.Sono passati quasi due anni dall’aggressione, che fece molto rumore in montagna e di cui si discusse anche a livello nazionale, subìta da Aurora Belhamra, figlia di Khalil, che oggi risponde alla moglie dell’imam espulso. Nell’ottobre del 2014 la ragazza, allora 19enne, fu aggredita all’uscita da scuola da tre ragazze marocchine: lei, nata da padre marocchino e mamma italiana, a loro giudizio non era “una buona musulmana” perché conduceva uno stile di vita troppo occidentale. «Mi tiravano i capelli – raccontò Aurora – mi picchiavano con le borsette, mi davano pugni e calci». Poi un passante che ferma l’aggressione, il pronto soccorso, quindici giorni di prognosi e il collare per un mese. «Le tre ragazze mi davano già da tempo della prostituta – aggiunse – perché non porto il velo, esco con i ragazzi, sono impura secondo loro». Al centro delle critiche in particolare c’era la sua famiglia, il papà marocchino e la mamma italiana, per lei motivo di orgoglio e di ricchezza, come ripete costantemente, ma per le tre ragazze marocchine che l'hanno aggredita un imperdonabile “peccato”.
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