Cotiche coi fagioli presepi e trattori alla festa di Corneto
Toano: in migliaia alla tre giorni dedicati all’agricoltura Trecento volontari al lavoro, il punto di forza le rasdore
TOANO. Migliaia e migliaia di persone per l’incanto della cucina, dei presepi, del panorama appenninico. Si congeda e dà appuntamento al 2017 la Festa dell’Agricoltura di Corneto, dopo tre giorni da tutto esaurito nel piccolo paesino toanese nella vallata del Secchia che come di consueto ha radunato tantissimi visitatori.
Iniziata venerdì, si è conclusa ieri sera con gli immancabili fuochi d’artificio, ultimo atto di un evento che con cadenza annuale si conferma fra i più frequentati dell’Appennino, capace di coinvolgere quasi trecento volontari fra abitanti, abitanti di ritorno e amici dei paesi vicini. Nel centro culturale “I Ceccati”, intitolato ai maestri del legno del ‘600 originari di Stiano, erano state allestite alcune mostre notevoli: Esposizioni di opere dei Ceccati e dei loro eredi, collezioni di fotografie d’epoca di Corneto e le bellissime miniature in movimento di Aldo Giansoldati, artigiano che ha realizzato minuziosamente delle scene di vita contadina. Gli appassionati locali hanno poi mostrato come costruiscono con materiali semplici delle evocative ricostruzioni di luoghi e eventi dell’epoca, affiancandolo poi ai lavori del celebre presepista Antonio Pigozzi.
Uno degli storici punti di forza della festa è la cucina. Il ristorante gestito dalle resdore ha presentato una selezione di sapori decisamente robusti, dalle ormai leggendarie cotiche coi fagioli e con lo zampone alla polenta con arrosti e umidi assortiti, di manzo, maiale e pure di selvaggina. Piatti che forse non si legano immediatamente all’estate, ma che a Corneto funzionano a meraviglia, visto l’altissimo numero di commensali e le lunghe file in attesa della cena.
La festa è intitolata all’agricoltura e alla tradizione, temi ben presenti in ogni giorno del programma, a tavola ma non solo. Sabato sera è stata fatta una spettacolare cottura notturna col metodo tradizionale di una forma di Parmigiano Reggiano, e domenica gli appuntamenti sono stati parecchi. Dalla messa collettiva alla sfilata con i carri, seguita da quella dei trattori preceduti dalla banda musicale di Cavola. A pranzo si è proseguiti su questo filone, con tanti cori e con le degustazioni delle grappe casaline preparate da don Albino, il parroco di Monzone, presenza fissa della festa. Nel pomeriggio la marcia verso il gran finale, con il musical musical-teatrale “Risate e canzoni sotto il campanile”, con protagonisti il Buffone di Corte e Silvia Razzoli, la cena, gli ultimi concorsi, il liscio e lo spettacolo pirotecnico di congedo a mezzanotte.
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