La rinascita di Reggio frenata dal degrado
Da via Turri fino al salotto di Piazza Fontanesi: il centro è “diversamente” vitale secondo i reggiani che chiedono sicurezza
REGGIO EMILIA. Il crocevia etnico di Via Turri, la movida di Piazza Fontanesi e Piazza San Prospero, il relax al parco ex Tocci, le letture alla Panizzi, il Parco del Popolo. Sono i tanti volti di Reggio Emilia, che possono strappare un sorriso o una smorfia a seconda delle risposte dei cittadini e dei residenti ai quali abbiamo chiesto qual è, secondo loro, la vera Reggio. La dicotomia è giocata tutta tra l’affollatissima movida di Piazza Fontanesi e gli episodi di violenza e degrado che soffocano la possibile rinascita a sud della ferrovia, tra Santa Croce e via Turri. «Reggio è senza dubbio quella del degrado allarmante, degli extracomunitari clandestini che si riversano per le strade con alcool, droga da spacciare e coltelli ecc il resto “smart, chic” sono solo aggettivi privi di alcun contenuto reale» è il commento senza appello di Giuseppe Milano. Per molti vale il sentimento nostalgico, come dice Gina La Marra, che getta lo sguardo al passato: «Vivo a Reggio dal lontano 1981 e vi assicuro che quella di oggi non è la Reggio di cui mi sono innamorata. La Reggio di oggi è quella del degrado e dello sporco e non solo circoscritto alla zona stazione. Oggi ho paura ad uscire e rientrare un po più tardi. La città non è più nostra e nonostante le lamentele e i reclami inviati al comune non cambia mai niente. Piazza Fontanesi è l'evento estivo che come la stagione finirà. Vorrei ritrovare la città sicura, pulita ed accogliente che ho conosciuto». Di tutt’altro avviso, invece, è Savio Toscano: «È sempre un gioiello questa città, ci vogliono solo più controlli rigorosi delle forze dell'ordine e tolleranza zero per chi non rispetta le leggi. Ma Reggio Emilia è un fiore». Per Moreno Ruozzi «Reggio è la stazione, la gente di Piazza Fontanesi vive nel contado non certo in città altrimenti parlerebbe l'arabo».
Per cercare la “grande bellezza” bisogna quindi impegnarsi ben di più, come chiede Alessandra Confetti: «Sono due volti opposti che, purtroppo, coesistono nella stessa città! Vorremmo vedere tutto il centro gestito e meravigliosamente affollato come è ora piazza Fontanesi... La bella vecchia Reggio compare dove e quando si presentano bei contesti dove ci si sente a casa come una volta e dove tutto il degrado scompare... Basta prendere esempio di come le serate estive si svolgano così diversamente tra piazza Fontanesi e piazza dei Teatri, la prima gremita della bella Reggio e la seconda gremita di altre persone che osservandole ti fanno dimenticare di essere in una città italiana».
L’idea del rilancio è legata ai controlli e all’argine da porre al degrado, con uno sguardo anche all’estetica, come racconta Antonio Donofrio: «Trovo assolutamente fuori luogo il fatto che abbiano piazzato le latrine in quelle zone per due motivi: sono comunque troppo distanti da Piazza Fontanesi e chi ha fretta di godersi il “salotto”non credo voglia perdere tutto quel tempo per raggiungere una maleodorante latrina. Secondo: se il problema nasce in Piazza Fontanesi che se le tengano loro».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
