Reggio Emilia, boiler-missile esplode e vola fra le case
La stufa situata su un tetto in zona Ospizio è saltata in aria atterrando dopo 50 metri in un rione, paura tra i residenti: il grosso contenitore ha sfiorato una donna e colpito un’auto
REGGIO EMILIA. «Ho sentito un’esplosione tale che mi sembrava fosse cascato il palazzo intero». È nelle parole di uno dei residenti di Rione Don Pasquino Borghi che si può intuire l’incredibile spavento seguito alla fragorosa esplosione che ieri verso le 18 ha squarciato la calma estiva che regnava tra i palazzi popolari di Ospizio.
A saltare letteralmente in aria è stato un grosso boiler, alto tre metri, che è volato per 50 metri circa, finendo in mezzo ai palazzoni del rione. La grande stufa era ancorata al tetto di uno dei capannoni di via Iori che guardano la via Emilia, distante una manciata di metri. Il contenitore dell’acqua è esploso per cause al vaglio dei vigili del fuoco, che sono subito intervenuti sul posto insieme a tre volanti della polizia, allertate dai cittadini.
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Quando sono giunti sul posto hanno trovato il boiler a terra, davanti al civico 13 di Rione Don Pasquino Borghi. Un grosso oggetto cilindrico bianco, del peso di decine e decine di chili, simile a un siluro, che fortunatamente ha colpito solo un’auto dopo l’atterraggio sul piccolo parcheggio tra i palazzi, senza centrare chi era in strada.
«Ma abbiamo rischiato davvero grosso - raccontano i residenti scesi dopo l’esplosione - C’era una badante che aveva appena svoltato l’angolo. Incredibile il tragitto che ha fatto: è come se una macchina fosse volata in cielo: qualcuno poteva farsi male».
Dopo l’esplosione i residenti hanno preso le scale per raggiungere il piano terra e poi l’esterno, riversandosi nelle stradine che circondano i condomini dove solitamente ci sono i bambini che giocano all’aperto e che dopo l’esplosione sono andati a vedere con i loro occhi l’inatteso missile giunto dal cielo.
«Il boiler si è staccato da un capannone dove era attaccato - raccontano ancora con il dito puntato in aria - è volato dall’altra parte della strada e ha colpito la Fiat Panda di un signore che abita qui». L’auto è “scheggiata” sul lato destro, nella parte posteriore del paraurti, rovinato così come i fanali.
«La caldaia era sul tetto dello stabile dove c’è il bar Barattolo - dicono quanti si sono radunati in strada - Peserà 300 chili quel boiler. Se capitava in testa a qualcuno sì che erano guai. Probabilmente non ha tenuto la pressione. Quando siamo scesi c’erano le tegole rotte e acqua che scendeva dai tubi strappati dal boiler che ci è finito quasi in casa».
Dopo i primi rilievi dei vigili del fuoco, è stata avanzata l’ipotesi sulla mancata manutenzione della grande stufa, che non avrebbe tenuto alla forte pressione, aumentata probabilmente anche a causa delle elevate temperature all’esterno. Una combinazione di cause che ha avuto un epilogo inatteso e che sarebbe potuto finire sulla via Emilia. Un altissimo grado di pericolosità per una vicenda terminata senza feriti.
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