Lo legano e lo abbandonano senza acqua e cibo: cane muore dopo una lunga agonia
Reggio Emilia: il pastore tedesco è stato ritrovato nei pressi di un pollaio, morto da diversi giorni. La polizia municipale ha avviato le indagini per i reati di abbandono e maltrattamento
REGGIO EMILIA. Alle 9 di mattina di ferragosto, dopo aver ricevuto una segnalazione anonima, la polizia municipale si è recata alle porte della città di Reggio Emilia, all'interno di un casolare abbandonato su via Benedetto Croce, dove ha ritrovato la carcassa di un cane, legato con una corda di poco più di un metro.
L'animale, un pastore tedesco fulvo a pelo lungo, probabilmente deceduto da alcuni giorni, era stato abbandonato senza acqua nè cibo ed era stato legato con la corda alla rete metallica di un piccolo pollaio addossato al casolare.
Purtroppo non è stato possibile rilevare il microchip e pertanto il proprietario del cane risulta sconosciuto. Sono attualmente in corso le indagini della municipale di Reggio Emilia relativamente ai reati di abbandono e maltrattamento che hanno causato il decesso dell'animale.
In considerazione del luogo particolarmente isolato e di non facile accesso, si invitano i cittadini che nei giorni scorsi hanno notato movimenti sospetti o strani individui attorno al casolare, a effettuare una segnalazione.
Entrambi i reati per cui sono ricercati i padroni del povero pastore tedesco, lasciato a morire come tanti altri animali quando arriva l’estate, sono iscritti nel codice penale.
Il primo riguarda l’abbandono, prevede spesso delle pene pecuniarie ed è sancito dall’articolo 727 del Cp: “Chiunque abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività è punito con l'arresto fino ad un anno o con l'ammenda da 1.000 a 10.000 euro”.
Il secondo invece va a punire il maltrattamento, è disciplinato dall’articolo 544-ter del Cp e spesso ha comportato anche l’arresto per chi se ne è macchiato: “Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche è sottoposto a reclusione da tre a diciotto mesi o con la multa da 5.000 a 30.000 euro”.
Delle pene quindi molto severe ma che, purtroppo, non riescono a evitare del tutto che ogni estate cani e animali domestici vengano abbandonati a loro stessi, e molto spesso alla morte, per un puro fatto di scomodità. Un comportamento irresponsabile e criminale tristemente difficile da debellare.
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