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Dal crac dei Burani spuntano le scarpe chic che valgono un tesoro

di Enrico Lorenzo Tidona
Dal crac dei Burani spuntano le scarpe chic che valgono un tesoro

Antichi Pellettieri, controllata della maison, vende il 60% della Baldinini srl a un prezzo base di 28,2 milioni di euro

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CAVRIAGO. C’è ancora un gioiello incastonato nella corona ormai disadorna della maison di moda Burani di Cavriago, casata decaduta dopo il fragoroso crac del 2013, preceduto da strascichi giudiziari ancora in corso. La controllata Antichi Pellettieri, infatti, creata dai Burani per dare vita a un polo degli accessori, è in concordato preventivo (già omologato) e da pochi giorni ha messo in vendita il 60% della Baldinini srl, azienda nel distretto romagnolo di San Mauro Pascoli (Forlì) che disegna e produce calzature e accessori di fascia alta e di taglio artigianale.

Non si tratta però di una vendita su “libero mercato”: a gestire la procedura sono i due liquidatori giudiziali della procedura concordataria, Mauro Macchiaverna e Damiano Manini, che hanno pubblicizzato la vendita persino sul Financials Times. E il valore di vendita della quota ancora legata al fallimento della Mariella Burani Fashion Group (Mbfg) segna certamente un record tra quelle in mano al tribunale di Reggio Emilia, che ha affidato la partita al giudice delegato Virgilio Notari. Il prezzo base fissato è di ben 28 milioni e 200 mila euro, per chi presenterà la cosiddetta «manifestazione di interesse». A quella i compratori dovranno allegare anche un «impegno di riservatezza» e attendere poi la due diligence con la quale sarà valutata l’offerta.

Pur sembrando alta rispetto ai valori di saldo ai quali sono stati venduti alcuni asset del fallimento Burani, la cifra è frutto di una perizia di stima che valuta la maggioranza delle quote della Baldinini, azienda che nel 2010 ha compiuto 100 anni di storia, conta 100 negozi monobrand con distribuzione in 35 paesi e che occupa 250 addetti. La polpa quindi c’è tutta e dovrebbe destare il fiuto anche di investitori esteri.

Il restante 40% dell’azienda fa capo al fondatore del marchio, Gimmi Baldinini, che ha da poco commentato a Pambianconews di non essere preoccupato, «lo statuto blindato mi tutela completamente, garantendomi la governance in sede di assemblea ordinaria e straordinaria: senza il mio sì non si fa niente». Tra i detentori della quota di maggioranza e i fondatori storici c’erano stati alcuni attriti nel recente passato, con tanto di contenzioso legale per diversità di vedute sul complesso piano di risanamento.

La Antichi Pellettieri deve cercare però di incassare il più possibile per portare al traguardo il concordato già omologato, sul quale pesa un monte debiti che nel decreto raggiungeva gli 86 milioni di euro. Per rientrare la società dovrà cedere la quota in Baldini e vendere il sito produttivo di Vigevano. Un processo lungo, con termine fissato proprio quest’anno. Il fulcro è quindi la Baldinini, che produce centinaia di migliaia di scarpe l’anno, tutte progettate e realizzate in Italia.

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