Festareggio, al Campovolo crescono i ristoranti privati
Quattro i punti ristoro che non sono gestiti dai volontari di città e provincia Domani l’apertura della festa provinciale del Pd, tra le novità la Birreria tirolese
REGGIO EMILIA. Se i ristoranti sono da sempre il volano attorno al quale ruota Festareggio – e la voce più importante degli incassi – è altrettanto vero che con il costante calo dei volontari è sempre più difficile mantenere alta l’offerta e il numero dei ristoranti e dei punti ristoro in funzione al Campovolo. E se da qualche anno il loro numero resta invariato è perché man mano al Campovolo hanno fatto la loro comparsa anche i privati.
Quest’anno, accanto agli otto ristoranti gestita dai volontari (che in molti casi garantiscono la loro presenza quasi tutte le sere), ci saranno quattro ristoranti e punti ristori gestiti da privati. Uno in più rispetto allo scorso anno, mentre il numero di quelli gestiti dalle sezioni «pur a fatica è rimasto invariato grazie proprio ai nostri volontari», ha spiegato il direttore di Festareggio Paolo Cervi. Gli otto ristoranti gestiti dai volontari delle sezioni del Pd sono: Sapori del mare, Ventasso, Mauriziano, Osteria, Gambero Rosso, Il Correggio, Il Falò e Pizzeria Margherita. Mentre quelli gestiti dai privati sono: Villaggio Latino, Burgherello (hamburger), Stret food Latino e Acqua azzurrina village (che proporrà cocktail ma anche gnocco fritto).
Una novità sarà la presenza della Birreria Tirolese (sempre gestita da volontari del Pd) che prende il posto del bar Panino. L’obiettivo è affiancare a ristoranti e menù ormai consolidati, proposte più innovative, come il caso del Villaggio Latino Street food che occuperà un ampio spazio al centro della festa e appunto la birreria Tirolese. Il numero dei punti ristoro e ristoranti è lo stesso, ma come avviene ogni anno cambiano le sezioni che li fanno funzionare e anche nell’edizione 2016 qualche novità c’è stata. Una scelta obbligatoria che gli organizzatori hanno dovuto fare, pur consapevoli che a volte mescolare più sezioni può creare tra i volontari tensioni e battibecchi, sul come preparare un piatto o organizzare il servizio. Litigi che scompaiono al momento di servire in tavola, come ha ricordato il segretario regionale Calvano a Villalunga, parlando delle divisioni del Pd sul referendum: «Speriamo accada come alle feste dell’Unità dove in cucina si discute ma quando è ora di servire in tavola, basta discussioni e si parte».
E anche quest’anno, conferma Paolo Cervi «un qualche giro di valzer tra le sezioni c’è stato. Il Falò sarà gestito oltre che da Casalgrande, dal Settore Tre del Pd di Reggio e da Cadelbosco Sopra, anche da Campegine, che dopo anni lascia il ristorante il Gambero Rosso. L’altra novità per quanto riguarda i volontari presenti nella festa è il ritorno della sezione Pd di Roteglia, che nel 2016 non organizzerà la propria Festa dell’Unità e fa il suo rientro aiutando nella gestione del Mauriziano.
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