I ladri fanno cilecca, o era una prova?
Guastalla: tentato furto di Parmigiano Reggiano alla Latteria di San Girolamo, casaro e carabinieri sventano il colpo
GUASTALLA. Tentato furto nella notte tra domenica e Ferragosto alla latteria sociale nella frazione di San Girolamo, in via per Reggio. L’allarme è scattato alle 4.40, ma grazie al pronto intervento di una pattuglia del nucleo radiomobile dei carabinieri di Guastalla, i ladri sono stati costretti a fuggire a mani vuote.
Secondo gli investigatori, tuttavia, più che di un tentativo di furto si è trattato di una “prova tecnica” che la banda, evidentemente specializzata in furti di formaggio Parmigiano Reggiano, ha voluto sperimentare per verificare sistemi di allarme e tempi di reazione delle forze dell’ordine. La banda ha approfittato dell’effrazione, per effettuare un sopralluogo sia all’interno che all’esterno del caseificio. Raramente infatti i ladri utilizzano la porta d’ingresso principale: solitamente, come è avvenuto in altri casi, segano le sbarre delle finestre del magazzino, in una zona non coperta da sistemi d’allarme o telecamere di videosorveglianza per poi selezionare, una volta dentro, le forme più pregiate.
Alla luce dell’accaduto, al caseificio staranno in allerta e giorno dopo giorno, cercheranno di controllare le inferriate delle finestre al piano terra per evitare brutte sorprese. Non è infatti escluso che la banda possa riprovarci. Certamente hanno studiato il luogo, la campagna circostante ed eventuali vie di fuga.
Non è la prima volta che la Latteria sociale San Girolamo viene presa di mira dai malviventi. Dall’inizio dell’anno, sono già avvenuti tre episodi: due tentati e uno, capitato circa tre mesi fa, durante il quale i ladri si sono impossessati di un camioncino con a bordo una cisterna contenente 2.200 litri di gasolio acquistato pochi giorni prima.
Quasi a beffeggiare i titolari della latteria sociale, poi, prima di andarsene con il camioncino cisterna, sapendo di essere ripresi dalle telecamere di videosorveglianza situate all’esterno del caseificio, hanno pure salutato con la mano. Le immagini hanno evidenziato che la banda era composta da almeno quattro persone: uomini piuttosto robusti vestiti di nero e incapucciati. Il mezzo poi era stato ritrovato a Reggio Emilia completamente distrutto: i ladri dopo averlo usato come auto-ariete per un furto nella zona industriale di Mancasale, lo avevano svuotato di ogni accessorio, dal cassone al cruscotto. Praticamente quando il mezzo è tornato al legittimo proprietario era inservibile.
I colpi ai danni dei caseifici riguardano tutta la provincia di Reggio. L’ultimo tentativo il 10 maggio scorso ai danni del caseificio di Elio Giaroli e Figli a Marmirolo di Reggio Emilia ma fu sventato dalla Polizia che aveva notato un’auto parcheggiata, alle 2 di notte, nei pressi dell’azienda agricola. Ci fu un inseguimento, ma la volante uscì di strada e la banda riuscì a farla franca. (m.p.)
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