Boiler-missile, "ora temiamo gli altri due che sono sul tetto"
Paura nel rione di Ospizio dopo l’accumulatore esploso e piombato in cortile. Il palazzo del “botto” è di un cinese ed è attivo un ristorante: «Non c’entriamo»
REGGIO EMILIA. Un balletto di responsabilità su quel boiler piombato – domenica pomeriggio, intorno alle 18 – come un missile sull’area d’ingresso di uno dei palazzi (quello al civico 13) che compongono il rione don Pasquino Borghi. Ma anche tanta apprensione fra chi abita nel quartiere, perché i residenti non si sentono tranquilli dopo quello che è accaduto, anche perché sul tetto ne sono rimasti altri due di quegli accumulatori d’acqua calda. «E se ne parte un altro – ci dicono praticamente in coro i residenti – qui si rischia una strage. Che davanti al condominio domenica non vi fossero dei bambini a giocare è stato un mezzo miracolo. Ma non si può sempre far affidamento sulla fortuna...».
Secondo l’ispezione fatta dai vigili del fuoco intervenuti, i due boiler rimasti sul tetto della palazzina di via Ospizio 126 (che sul retro dà sul rione don Pasquino Borghi) sarebbero inattivi, mentre rimane ancora da chiarire perché il terzo accumulatore d’acqua si sia talmente surriscaldato da esplodere e volare per circa 50 metri, finendo in mezzo ai palazzoni del rione. A far saltare in aria il boiler è stata la mancata manutenzione o un errore tecnico?
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Ma c’è una domanda ulteriore che non trova attualmente risposta: chi stava usando quel boiler nel palazzo che dà su via Ospizio? Il titolare del ristorante giapponese, davanti al taccuino, si tira fuori da questa storia: «Non lo stavamo usando noi – dice il ristoratore orientale – non c’entriamo».
Nella struttura c’era un bar (ma è chiuso ormai da 3-4 mesi) ed anche un appartamento. Il palazzo è di proprietà di un cittadino cinese – attualmente sarebbe in patria – che al rientro potrebbe chiarire il “nodo” del boiler partito come un missile, dopo un boato pazzesco e una forza incredibile sprigionatasi che l’ha strappato dal tetto su cui era fissato. Perché c’è da capire anche se l’accumulatore-missile era effettivamente attivo. Non vi sono stati feriti, ma il rischio è stato troppo grosso per concludersi solo con un’accusa di danneggiamento colposo (riferita alla macchina colpita da quel pericolosissimo atterraggio), quindi per dare delle certezze alle responsabili in procura attendono la relazione tecnica dei vigili del fuoco, ma anche gli acertamenti fatti dalla polizia che sul posto è intervenuta velocemente con alcune volanti.
Per la tenuta in sicurezza di quei boiler vanno seguite delle procedure previste dai regolamenti operativi in materia. La sicurezza in questo caso è di certo saltata e si può tranquillamente parlare di tragedia sfiorata.
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