Spaccio, la mamma denuncia il figlio
La sofferta segnalazione e poi l’arresto per far uscire il 48enne dal tunnel della droga. Il difensore: «Un dramma familiare»
REGGIO EMILIA. C’è un retroscena non indifferente, di umana sofferenza, nell’arresto del 48enne Andrea Rossi – la sera di Ferragosto – per detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti.
E’ stata infatti la mamma a denunciare il figlio, sfinita da una situazione familiare divenuta col tempo insopportabile per i comportamenti sempre più sopra le righe del figlio. Una denuncia giocata come ultima carta, per far cambiare rotta al figlio che non riesce ad uscire dal tunnel del consumo di droga, facendosi sempre più inghiottire in città dagli ambienti legati allo spaccio di stupefacenti .
Una denuncia che la sera di Ferragosto ha portato all’arresto di quel figlio divenuto un incubo per la famiglia.
Due giorni dopo l’essere finito nella camera di sicurezza della questura – cioè ieri mattina – il 48enne, in tribunale, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Non ha voluto rispondere alle domande del giudice, rinviando al prossimo “passaggio” giudiziario le sue mosse difensive.
Al termine dell’udienza di convalida dell’arresto il giudice Alessandra Cardarelli ha liberato l’indagato che, comunque, in attesa del processo ha ora l’obbligo di firma in questura (due volte al giorno) come richiesto dal pm Isabella Chiesi. «Sono casi difficili – rimarca l’avvocatessa Maria Rosaria Coluccia che assiste il 48enne – dove il diritto alla difesa si scontra con esigenze drammatiche all’interno della famiglia. Anche il difensore è in difficoltà dal punto di vista morale ed umano». Se ne riparlerà in aula fra sei giorni, in quanto la difesa ha chiesto lo slittamento per poter valutare meglio gli atti d’indagine.
Per Ferragosto, dopo la segnalazione della mamma, i poliziotti sono velocemente andati sulle tracce di Rossi.
Pedinamenti che arrivano al dunque intorno alle 22.30, cioè sul finire della giornata ferragostana. E' infatti intorno a quell'ora che gli agenti vedono che "qualcosa" di losco sta avvenendo fra due persone.
Per la polizia è una cessione di droga, specificatamante di marijuana, pagata dal consumatore di cannabis 150 euro.
A quel punto scatta il controllo ed Andrea Rossi - considerato il pusher, avendo incassato i quattrini - viene trovato in possesso non solo di "maria" (16 grammi definiti dai poliziotti di «sostanza erbosa tipo marijuana»), ma anche di circa 160 grammi di hascisc (conservata in forma compatta). Da lì all'arresto del 48enne il passo è breve: operazione che nei dettagli è poi giunta sul tavolo del sostituto procuratore Isabella Chiesi che coordina l'indagine della polizia.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
