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«Senza telefono fisso e col tetto rotto, salviamo il rifugio»

di Luca Tondelli
«Senza telefono fisso e col tetto rotto, salviamo il rifugio»

Ventasso: appello per valorizzare la baia Lago Monte Acuto A lanciarlo l’associazione Mangia Trekking della Spezia

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VENTASSO. «Non lasciamo morire il rifugio Lago Monte Acuto Città di Sarzana». A chiedere una rinnovata attenzione verso questa storica struttura da parte delle istituzioni e degli escursionisti che in grande numero affollano il crinale tosco emiliano, è l’associazione spezzina “Mangia Trekking”, che da anni organizza iniziative che coinvolgono anche il crinale reggiano.

«I rifugi sono un indiscutibile servizio sociale e un presidio relativo alla sicurezza per chi frequenta la montagna - spiega una nota di “Mangia Trekking”, l’associazione dedita all’alpinismo lento e orizzontale - Così in virtù del rapporto di amicizia, nato nel tempo, tra alcuni associati e Adriano, il gestore del Rifugio del lago Monte Acuto, si impone oggi un nostro intervento per sostenere ed evidenziare alcune istanze di questo amico, che riguardano evidenti necessità della struttura appenninica». «Il rifugio a oggi non ha un telefono fisso o un ponte radio con relativo trasmettitore da cui lanciare una eventuale richiesta di soccorso - spiegano - Ogni comunicazione è affidata a una instabile rete di telefonia mobile. Il tetto del rifugio è ormai fatiscente, abitato da intere famiglie di ghiri, che ne hanno eroso ogni coibentazione. Anche il tetto della legnaia è in evidente stato di deterioramento e i teli di nylon sono rimasti l’ultima soluzione per conservare la legna per l’inverno».

L’associazione spezzina ripercorre poi la storia del rifugio e degli ingenti investimenti pubblici destinati alla struttura. «Ci domandiamo se tutto, invece che valorizzato e potenziato, può essere lasciato così, abbandonato a morire lentamente» chiedono. Il Rifugio è situato all’interno del Parco nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano, in prossimità del lago e poco sotto la vetta del Monte Acuto, nel territorio di Miscoso, ex Comune di Ramiseto oggi Ventasso, lungo il percorso tra il Passo del Cerreto ed il Passo del Lagastrello. Nel passato la struttura era composta di travi di ferro e lamiera. Per realizzarla furono erogati contributi economici della Cassa di Risparmio di La Spezia, dell’amministrazione provinciale di La Spezia e del Comune di Sarzana, così da ottenne l’assegnazione dell’appellativo “Rifugio Città di Sarzana”. Qualche anno dopo, il Parco Regionale del Gigante oggi inglobato nel Parco nazionale, rinnovò la costruzione, realizzando una vera e propria casa interamente in legno. I progetti di demolizione e ricostruzione furono co-finanziati dalla Regione Emilia Romagna. Dall’associazione l’appello: «Il rifugio del lago Monte Acuto deve continuare a vivere e garantire la sicurezza di chi sale in montagna».

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