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«Iren? Grazie per aver blindato la piazza»

«Iren? Grazie per aver blindato la piazza»

Il vicesindaco Sassi: «Nessuna ironia, ma un provvedimento utile a preservare l’ordine pubblico»

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REGGIO EMILIA. «Alcuni hanno ironizzato su questo, si è trattato invece di una lezione su come preservare l’ordine pubblico in modo intelligente senza escalation o provocazioni». Così il vicesindaco, Matteo Sassi, interviene sulla polemica per la piazza “blindata” con i mezzi Iren nel pre-partita della sfida tra Sassuolo e Stella Rossa. Una misura di sicurezza giudicata da molti quantomeno insolita, ma che per Sassi si è rivelata efficace, al pari di tutto il sistema messo in campo per prevenire il rischio di incidenti. «Sono molte le istituzioni e le persone che devono essere ringraziate per aver garantito la sicurezza in occasione della partita – afferma – Innanzitutto il mio ringraziamento va agli uomini e alle donne delle forze dell’ordine per la grande professionalità che ancora una volta li ha contraddistinti». Ringraziamenti sono rivolti anche al questore e al prefetto, oltre al Console generale di Serbia, presente in città da giorni.

«Voglio inoltre sottolineare il contributo fondamentale dei volontari dell’associazione “Tricolore” nel rendere operativo il punto di accoglienza di via Filangieri, da cui sono transitati circa un centinaio di tifosi serbi – aggiunge Sassi – Fondamentale è stata la disponibilità con cui i commercianti hanno collaborato al piano di accoglienza e sicurezza. Irrinunciabile è stato anche l'apporto della Municipale dalle prime ore del mattino sino a notte fonda, così come il contributo di Iren nel ripulire prontamente le piazze e nel mettere a disposizione i propri mezzi affinché non fosse consentito l’accesso a piazza Prampolini».

Secondo il vicesindaco, «la città doveva essere in grado di dimostrare non solo che una partita di calcio non potesse mettere in pericolo la sicurezza collettiva, ma anche che è sempre possibile trovare un punto di equilibrio tra sicurezza e libertà, individuali e collettive».

Una scommessa che secondo Sassi è stata vinta: «Come abbiamo detto ai capi della tifoseria serba – conclude – Reggio ha una storia democratica così solida e radicata tale da non avere nemici. Ciò che chiediamo a chiunque arrivi in città, per qualsiasi ragione, è di avere rispetto di Reggio Emilia per poterne essere accolto come pochi altri sanno fare. Reggio ha dimostrato di saper accogliere anche una tifoseria complessa come quella serba. È un dono di poche comunità».

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