Gazzetta di Reggio

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Max Mara: un guardaroba pieno di utili

Enrico Lorenzo Tidona
Max Mara: un guardaroba pieno di utili

La “srl” è il cuore del gruppo del fashion: balzo dei ricavi (+44 milioni di euro) e risultato netto sopra quota 50 milioni

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REGGIO EMILIA  Cambiano le campagne pubblicitarie, le testimonial di grido, i capi che sfilano sulle passerelle. Ma il trend di crescita dei risultati di Max Mara resta praticamente immutato nel tempo, cementando le certezze dei Maramotti, che credono e investono forte nella moda, primo vero amore della famiglia reggiana impegnata anche sul complesso fronte della finanza (con Credem e Unicredit) e nell’immobiliare.

Per Max Mara srl, cuore del gruppo della moda, il 2015 è stato un anno all’insegna dell’ulteriore miglioramento dei principali aggregati economici: ricavi delle vendite e delle prestazioni + 8,7%, differenza fra valori e costi della produzione + 10,5%, utile netto +10,7%.

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I ricavi indicati nel primo rigo del conto economico sono costituiti per la maggior parte dal fatturato relativo alla vendita di capi ed accessori di abbigliamento, e ammontano a circa 547 milioni di euro nel 2015 contro i 503 milioni di euro dell’anno precedente. Il boom del fatturato tipico, pari a circa 44 milioni di euro, si è sviluppato sia in Italia che all’estero, segno che l’azienda ha seminato bene e raccolto molto.

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Fatti i conti, a fine anno restano molti soldi in cassa: ben 52 milioni di euro di utile nel 2015, dopo i 46 milioni del 2013 e i 47 milioni del 2014. Una linea di crescita consistente, segno che l’azienda che riesce a produrre reddito nonostante le difficoltà del settore e le alte spese di promozione. I costi della produzione sono aumentati di circa il 6,60% (passando da circa 459 milioni di euro a circa 489 milioni di euro) in modo meno che proporzionale rispetto ai ricavi.

Un andamento generato principalmente alla minor incidenza percentuale dei costi industriali mentre continuano ad incrementarsi in modo più che proporzionale rispetto al fatturato i costi commerciali e pubblicitari, capitoli imprescindibili questi per il presidente Luigi Maramotti e il management, che girano in lungo e in largo mantenendo attivi in prima persona i contatti con i principali distributori e i testimonial di fama mondiale che di volta in volta vestono i capi della maison.

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Il sistema è ben oliato e nel corso 2015 non sono serviti grandi investimenti. Quello più significativo riguarda l’ultimazione della ristrutturazione della prestigiosa filiale di Milano, in piazza del Liberty 4, che ha comportato un investimento complessivo (terminato nel 2015) di circa 2,3 milioni di euro, come riportato a bilancio.

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