Gazzetta di Reggio

Reggio

«Vinci e Salvini? Imbecilli» È bufera nel centrodestra

di Evaristo Sparvieri

La Lega annuncia querele per un post di Manuel Negri, consigliere a Reggiolo Il segretario del Carroccio: «Vogliamo le scuse». Pagliani: «Nessuna offesa»

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Andranno a Canossa? Dalla storia alla cronaca, una richiesta di scuse. Come avvenne per l’imperatore Enrico IV nel 1077, quando in piena lotta per le investiture si inginocchiò davanti alla rocca per avere la revoca della scomunica da papa Gregorio VII: un perdono ottenuto solo grazie all’intercessione della contessa Matilde e dell’abate di Cluny.

L’episodio è leggenda. Ma ha fatto storia. E diede vita all’espressione “andare a Canossa”, indicando il comportamento di chi decide di recarsi al cospetto di qualcuno per chiedere scusa. Ed è ciò che ora pretende il segretario emiliano della Lega, Gianluca Vinci, dal capogruppo di Forza Italia, Giuseppe Pagliani, e dal consigliere comunale del centrodestra di Reggiolo, Manuel Negri, già in passato finito nella bufera per l’assalto con Veneto Skinheads alle sedi Pd e Caritas.

Il motivo del contendere? Un post al vetriolo pubblicato dal consigliere reggiolese sul proprio profilo Facebook: una frase sulla quale il Carroccio annuncia vendetta, mostrando i nervi tesissimi con cui il centrodestra reggiano si sta preparando alla tornata referendaria del prossimo autunno. «Da Vinci a Salvini, dai trattori alle ruspe, vizi di famiglia: quando si sbraita una volta, due volte, tre volte, alla quarta le cose si fanno veramente o non si è più credibili e si fa la figura degli imbecilli...», scrive Negri, corredando il post di due foto che ritraggono rispettivamente Vinci a bordo di un trattore e Salvini vicino a una ruspa.

Il post ha ottenuto il “mi piace” del capogruppo forzista in sala Tricolore Pagliani, rinfocolando in un lampo la polemica su una lotta per le investiture che più recente non si può: quella per il ruolo di coordinatore provinciale del comitato referendario per il no, dove Forza Italia e Lega si presenteranno spaccati, con il Carroccio reggiano pronto a passare alle vie legali se Negri e Pagliani non ritratteranno quanto comparso sul social.

«Un soggetto che si permette di ingiuriare su Facebook l’esponente nazionale e quello emiliano dandogli degli “imbecilli”, non conoscendoli neppure, solo per farsi un po’ di pubblicità dovrà subirne le conseguenze – attacca Vinci – al massimo tra pochi giorni sarà presentata una denuncia nei suoi confronti per il reato di diffamazione a mezzo stampa». Secondo il segretario emiliano del Carroccio, «appare inoltre grave politicamente il comportamento di Pagliani: chi compie un tale gesto non può sperare di avere alcun rapporto con il Movimento Lega Nord, almeno prima di aver presentato le proprie scuse».

Di qui la nuova frattura, che in casa centrodestra traccia un solco profondissimo in vista della battaglia referendaria del prossimo autunno: «Il comportamento tenuto da Pagliani, peraltro solo pochi giorni dopo la sua nomina da parte del coordinatore regionale di Forza Italia, Massimo Palmizio, a coordinatore del Comitato per il No di Forza Italia nella provincia di Reggio, rende impossibile una collaborazione sul referendum. Le iniziative saranno quindi separate. Si chiede inoltre che questo atteggiamento ingiurioso nei confronti della Lega sia al più presto smentito dal coordinatore provinciale, Gianluca Nicolini, e dai consiglieri comunali di Reggio Emilia, Claudio Bassi e Nicolas Caccavo».

Parole alle quali non è mancata la replica di Pagliani, nel tentativo di smorzare i toni: «Ritengo il post non offensivo ma di impulso a tutto il centrodestra – afferma il capogruppo di Forza Italia – Non possiamo offenderci quando veniamo sollecitati anche in modo forte, peraltro la Lega è abituata a questi toni, come avvenuto nel post del consigliere Manuel Negri, le sveglie valgono per tutti».

Quanto al referendum, Pagliani invita «Vinci a godersi le ferie e a prendere atto della mia nomina. Anche se da partiti diversi, dobbiamo raggiungere il medesimo risultato vittorioso, pertanto ritengo pretestuoso ed inutile cercare visibilità con polemiche che dividono l’elettorato». Una resa dei conti che appare solo all’inizio. E Canossa? Il perdono arrivò solo dopo tre giorni. Le scuse, si direbbe, per il momento possono aspettare.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google