Tutto fermo al Mulino del Tasso un anno dopo l’asta
Casina: transenne e abbandono dove c’era un locale di punta dell’Appennino reggiano. Dopo il fallimento, la vendita in tribunale: ma ancora nessuna notizia dei compratori
CASINA. Quando fu perfezionata la vendita all’asta fallimentare, nell’aprile del 2015, tanti a Casina e non solo speravano che ciò avrebbe significato la rinascita di una struttura turistico ricettiva che, finchè era stata in funzione, rappresentava uno dei più begli angoli della media montagna reggiana. Invece, a distanza di un anno, l’area del Mulino del Tasso giace ancora in una situazione che è ben lontana dal lasciar presagire una qualsiasi attività: nessun segnale di intervento sulle strutture in sasso, il lago bisognoso di cure. E il tutto chiuso da transenne che impediscono l’accesso.
Sono diversi coloro che si chiedono i motivi di questa situazione, ma anche sull’acquirente che si aggiudicò l’intero lotto per 312 mila euro (edifici, terreni, lago) non ci sono informazioni precise tra i locali: l’indiziato principale un anno fa era Marco Tamelli, che della struttura era stato proprietario e gestore fino al 2003, una gestione di grande successo, prima di venderla ad altri che poi incapparono nel fallimento. Ma non era stato lui a comperare, questo è certo: si parla invece di una società composta da imprenditori del settore ristorazione e locali che sarebbero di Albinea, i quali però finora non hanno messo seriamente mano alla struttura, se non qualche sistemazione ed appunto il transennamento.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:foto-e-video:1.11196956:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/foto-e-video/2015/04/08/fotogalleria/all-asta-il-mulino-del-tasso-e-il-suo-lago-da-pesca-1.11196956]]
Lo conferma anche il sindaco di Casina, Stefano Costi, che vive con la famiglia a Semiago, proprio sulla strada che porta al lago del Tasso. «Poco tempo dopo la vendita all’asta - spiega il primo cittadino - l’area era stata transennata, e qualche azione di pulizia dalle piante infestanti era stata portata avanti, ma poi tutto si è fermato. A Casina non sappiamo neppure di preciso chi sia stato ad acquisire il lotto, ma non sono sicuramente persone locali. È davvero un peccato non riuscire a valorizzare un luogo così bello: abitandoci vicino io ricordo il periodo della gestione di Tamelli, quando il lago del Tasso era molto frequentato, ci si celebravano banchetti matrimoniali, c’era sempre gente, a pescare o semplicemente a godersi il panorama». «L’auspicio - continua - è che possa tornare quel luogo di forte richiamo che era allora, sarebbe un bene per tutto il territorio».
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:site:1.13997642:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.13997642:1649477866/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
E davvero era sembrata un buon affare, l’anno scorso, l’acquisizione della piena proprietà del fabbricato in sasso ricettivo-commerciale-abitativo, destinato a bar e ristorante, con annessi servizi e unità abitativa, oltre ad ulteriore fabbricato civile, parzialmente crollato con autorimessa e sottotetto, il terreno agricolo prevalentemente boschivo con lago da pesca. Ma più il tempo passa senza interventi, più il tutto si degrada ulteriormente e sarà sempre più difficile, nonché oneroso, ripristinarne le funzioni turistiche.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
