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Fatta esplodere la bomba ritrovata vicino all’argine

di Andrea Vaccari
Fatta esplodere la bomba ritrovata vicino all’argine

Brescello: l’operazione ieri mattina nella cava “Enza Motta” di Ghiarole Il residuato bellico risale alla Seconda guerra mondiale, al lavoro gli artificieri

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BRESCELLO. Tanta curiosità e un intenso via vai, ieri mattina, nella zona golenale di Brescello. Nei pressi di Ghiarole è stato infatti fatto brillare un ordigno di origine bellica, risalente alla Seconda guerra mondiale, rinvenuto nei giorni scorsi da un cittadino lungo via Molino Caselle.

Le operazioni si sono susseguite per quasi tutto l'arco della mattinata, e hanno permesso di disinnescare una bomba a mano del peso di circa 6 chili (una grandezza media per questo tipo di ordigno), risalente agli anni Quaranta.

Si tratta di un ordigno di produzione americana.

In tutto questo tempo è rimasto inesploso, e soltanto pochi giorni fa è stato riportato alla luce. A trovarla, un cittadino brescellese che stava compiendo delle ricerche in via Molino Caselle all’interno di un campo. Qui, grazie a un apparecchio di cui era munito, ha potuto constatare che quell’oggetto trovato per caso non era la punta di un aratro bensì un residuato bellico. Immediatamente, l’uomo ha segnalato il ritrovamento all’ufficio tecnico del Comune il quale, a propria volta, ha allertato la polizia municipale “Bassa reggiana” (del sub-ambito Ovest) e di conseguenza i carabinieri.

Sono stati proprio i militari, infine, ad allertare come da prassi, gli artificieri che hanno poi materialmente provveduto a far brillare la bomba a mano. La voce di questo insolito ritrovamento si era già sparsa in paese, ma i "rumors" non erano particolarmente attendibili e precisi. Hanno poi però trovato conferma ieri mattina, quando molti cittadini sono stati incuriositi dalla presenza di numerosi mezzi delle forze dell'ordine lungo l'argine golenale. A chi transitava dalla rotonda del vecchio ospedale non sono passate inosservate le transenne che impedivano l’accesso a via Molino Caselle e i tanti mezzi impiegati, tanto che in molti si sono recati in zona per capire cosa stesse succedendo.

La procedura – come indicato nell’ordinanza emessa dal commissario Michele Formiglio ed esposta nell’albo pretorio da qualche giorno, oltre che affissa al cartello di divieto di transito su via Quadra Tagliata, appena dopo la Madonnina del Borghetto – ha visto gli artificieri individuare l'ordigno in via Molino Caselle e trasportarlo poi in una zona più “tranquilla” per farlo brillare senza conseguenze. La zona individuata è stata appunto la cava “Enza Morta” in via Quadra Tagliata, dove la bomba è stata sotterrata e poi fatta brillare. Le operazioni hanno visto inoltre il coinvolgimento della Provincia e di Aipo.

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