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Il macello comunale sarà trasformato in casa della cultura

di Vittorio Ariosi
Il macello comunale sarà trasformato in casa della cultura

Novellara: la struttura di via Mascagni è in disuso da tempo Accoglierà laboratori, bar e sale mostre. Costo: 1,4 milioni

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NOVELLARA. L’ex macello comunale, in via Mascagni, verrà recuperato e riconvertito ad uso di “laboratori per lo sviluppo delle arti della cultura e dell’artigianato”. Si tratta di un bell’edificio di proprietà dell’amministrazione comunale, da molti anni utilizzato solo come magazzino e deposito di materiali, con una facciata monumentale, tutelato dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici, realizzato nel 1930.

La giunta comunale ha già approvato il progetto preliminare per il “ripristino e adeguamento sismico” del fabbricato, per un importo complessivo di 1 milione e 400mila euro, finanziato in parte dalla Regione Emilia Romagna e in parte con fondi propri dell’amministrazione comunale.

Ora, entro l'anno si dovrà procedere alla stesura del progetto definitivo, seguirà il progetto esecutivo e quindi l’appalto. Il progetto preliminare prevede la ridefinizione funzionale degli spazi per attività artistiche, culturali e artigianali; con aree per attività che richiedono ampi spazi (come studi d'arte e laboratori artigianali) ma anche spazi adatti per attività di piccoli gruppi.

Ci sarà un’area bar/ristoro, servizi, depositi e magazzini. La prima corte verrà ricoperta con una struttura leggere in acciaio e vetro, per il collegamento fra l’ingresso monumentale e le sale polivalenti.

Le aree cortilive interne verranno riqualificate per consentirne l’uso per manifestazioni all'aperto e mostre temporanee. L’obiettivo è di farne un nuovo spazio qualificato ad uso culturale polivalente, al servizio dei cittadini novellaresi. Del recupero e di una nuova destinazione d'uso di questo singolare complesso, a Novellara si discute da anni.

Nel tempo sono state avanzate molte ipotesi, più o meno fattibili: si è via via considerata la possibilità di farne un centro giovani, al posto di quello di via Gonzaga; oppure la sede della scuola di musica comunale, che però nel frattempo ha già trovato gli spazi giusti nella villa nei pressi della stazione; qualcuno lo ha proposto anche come sede del Museo della cultura e del lavoro contadino, che però ha la sua più naturale e suggestiva collocazione nei sotterranei della Rocca. Non è mancato chi ne ha auspicato la demolizione, per poter vendere il terreno come area edificabile. Più recentemente è stata presa in considerazione la possibilità di trasferirvi la scuola di pittura e scultura di Mario Pavesi, il più noto fra gli artisti novellaresi viventi, ma la proposta non sembra praticabile. Ora che l’effettiva disponibilità della struttura è a portata di mano, a fare il punto è la sindaca Elena Carletti, che questo progetto l’ha fortemente voluto: «Da tempo ne stiamo discutendo, le idee ci sono e sono tante, ma prima di prendere delle decisioni definitive vogliamo parlarne diffusamente e in modo approfondito con il mondo dell’associazionismo locale, perché vogliamo che veramente l’ex macello di via Mascagni diventi una casa della cultura largamente partecipata. Il tempo ce l’abbiamo perché gli spazi saranno disponibili, se tutto va bene, non prima della fine dell’anno prossimo. Indicativamente pensiamo ad un polo culturale polivalente, con laboratori molto frequentati anche dalle scuole; spazi espositivi per valorizzare i molti talenti che abbiamo a Novellara e più in generale per l'arte moderna, ma anche spazi per la musica e il teatro».

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