La fonderia Gft in crisi: a rischio 100 posti
Dai motori per le moto da corsa al concordato: l’azienda di Mancasale all’esame del tribunale. Anche l’indotto in bilico
REGGIO EMILIA. Una serie di tensioni finanziarie sta mettendo a seria rischio l’assetto della Gft di Mancasale, fonderia reggiana che ha presentato ora una richiesta di concordato con riserva in tribunale. Il giudice delegato Luciano Varotti ha concesso 60 giorni di tempo all’azienda per presentare un piano credibile di rilancio dell’attività o di cessione a nuovi proprietari. Una corsa contro il tempo per vedere nero su bianco un piano che attendono anche i circa100 dipendenti il cui futuro lavorativo è messo a serio rischio. A preoccupare è anche l’indotto, che conta alcune aziende minori da cui dipendono altre 100 persone. Parliamo infatti di una fonderia, azienda che sta in cima alla catena produttiva e lavora metalli e leghe, sfornando soprattutto componenti per motori. Attualmente i prodotti Gft sono rappresentati per il 70% da quelli destinati al settore moto e per il restante 30% da teste motore destinate al settore industriale. La produzione è orientata verso due fattori: da un lato la graduale sostituzione di pezzi di materiali diversi con componenti in alluminio, dall’altro l’espansione del prodotto moto, trainato soprattutto dalle aziende legate al settore delle corse, a cui appartengono gran parte dei clienti Gft.
L’azienda è considerata di medie dimensioni nel panorama reggiano, capace di esprimere un fatturato annuo sopra i 20 milioni di euro e una piccola perdita segnata nel 2014 dopo aver archiviato i precedenti quattro esercizi con un leggero segno positivo.
La sua attività deriva dal fallimento della Tecnologie srl, altra realtà reggiana terminata nel 2011. La Gft aveva allora acquisito il ramo d’azienda, opportunità dalla quale è nato però qualche problema nel 2014 con la curatela. Il ramo d’azienda era scaduto infatti il 31 dicembre 2013. La procedura fallimentare aveva pubblicato due avvisi di vendita dell’azienda fallita, rispettivamente a ottobre 2014 e a marzo 2015, a fronte dei quali non è pervenuta alcuna proposta irrevocabile di acquisto alle condizioni minime poste negli avvisi, ed in considerazione del fatto che in entrambi i casi è stato riconosciuto a Gft srl il diritto di prelazione a parità di condizioni. Opzione che doveva essere esercitata, segno di un ulteriore consolidamento del progetto industriale, al quale è venuta meno la gamba finanziaria, benzina necessaria per poter alimentare la fabbrica che conta una ventina di impiegati e i restanti 80 lavoratori suddivisi tra operai e tecnici, tutti con elevato grado di professionalità ma con difficile tasso di reinserimento visto l’esiguo numero di fonderie in zona.
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