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Open.co, Regione in pressing per la cassa

Open.co, Regione in pressing per la cassa

Correggio: ieri passaggio formale a Bologna per il rinnovo degli ammortizzatori ormai agli sgoccioli

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CORREGGIO. Mezz’ora di riunione a Bologna per ribadire che i 369 lavoratori di Open.co (ex Cormo di San Martino, ora in liquidazione coatta amministrativa) devono ottenere l’attivazione di un nuovo periodo di cassa integrazione. L’obiettivo è preciso: il 22 settembre scadono i 12 mesi di cassa integrazione straordinaria a copertura di una delle più fragorose crisi aziendali legate al settore edile e alla cooperazione. Ieri è giunto il via libera alla richiesta al Ministero del Lavoro di un nuovo periodo di cassa integrazione per Open.co, che ha uno stabilimento anche a Castelvetro (Modena). Una sorta di pressing su Roma in attesa della convocazione, sintetizzato poi in un verbale d’accordo siglato dalla Regione e dai sindacati.

Al confronto erano presenti l'assessore regionale alle Attività produttive Palma Costi, il commissario liquidatore della cooperativa Open.co, gli amministratori locali dei territori interessati, la Lega delle Cooperative, i rappresentanti sindacali regionali e di Fillea Cgil e Filca Cisl nonché i rappresentanti dei lavoratori.

«Una positiva opportunità. È quella di oggi la prima richiesta di applicazione - ha sottolineato l’assessore regionale alle Attività produttive Palma Costi - delle norme previste dalla circolare del Ministero del lavoro del luglio scorso per la fruizione della Cigs per le imprese interessate da procedure concorsuali».

Le parti hanno concordato di «richiedere rapidamente, compatibilmente con i tempi tecnici necessari, al Ministero del Lavoro la convocazione di un esame congiunto per verificare le condizioni per la concessione di un nuovo periodo di Cigs». Questo dopo gli «impegni assunti nell'ultimo incontro e verificati i contenuti della circolare n° 24 del 26 luglio 2016 del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali che chiarisce il trattamento straordinario di integrazione salariale per lavoratori dipendenti di aziende soggette a procedure concorsuali».

Resta sullo sfondo il progetto con Parmaporte di Fidenza, interessata a rilevare l'attività produttiva nello stabilimento di San Martino in Rio. Il progetto era già stato illustrato nei dettagli ai sindacalisti di Cgil Fillea nel corso di un incontro che si è svolto a fine luglio. Verrebbero tutelati almeno una novantina di posti di lavoro ed è articolata in due parti principali. La prima parte prevede che Parmaporte, rilevi tutto il reparto porte di San Martino in Rio. Questa sezione del piano prevede che si possano ricavare utili sin dall'inizio della ripartenza dell'attività produttiva, che, se l'operazione va in porto, impiegherebbe dai 42 ai 45 lavoratori. La seconda parte riguarda, invece, una parte del comparto serramenti.

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