Gazzetta di Reggio

Reggio

Un tesoretto d’oro ancora senza padroni

di Jacopo Della Porta
Un tesoretto d’oro ancora senza padroni

Dall’inizio dell’anno tanta refurtiva recuperata dalla squadra mobile nel corso di alcuni blitz e solo in parte restituita

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REGGIO EMILIA. Un accendino d’oro, una spilla d’argento che raffigura un grifone, catenine sulle quali sono incisi nomi e date, orologi, tra cui un Rolex, e un computer portatile di marca Apple. Gioielli in oro per un peso complessivo di mezzo chilo. È il tesoretto che giace in questura a Reggio e che è frutto dei tanti sequestri effettuati nel corso delle indagini contro i furti nelle case. Dall’inizio dell’anno la squadra mobile sta catturando ladri e ricettatori e ogni operazione porta nuovi beni in cassaforte.

Mezzo chilo di gioielli d’oro ed altra refurtiva è già stata restituita perché i proprietari hanno riconosciuto il maltolto e hanno provato che si trattava di roba loro.

La polizia resta dunque in attesa di trovare i proprietari dei restanti preziosi: un passaggio importante anche per definire il quadro indiziario a carico delle persone alle quali gli oggetti sono stati sequestrati nella convinzione che fossero di provenienza illecita.

Restano ancora senza nome i proprietari di una serie di medagliette, orologi e catenine. A fine febbraio i poliziotti avevano arrestato tre georgiani in stazione a Reggio: erano appena arrivati da Piacenza e avevano un trolley con dentro diversi orologi di marca, gioielli in oro, accendini ma anche un computer portatile, una tower di un pc e piattaforme per giochi elettronici. Tutta merce di cui non si conosce ancora i proprietari. Stesso discorso per la refurtiva sequestrata a maggio a cinque georgiani che finirono in manette nel corso di un’operazione condotta tra Bologna e Reggio sempre dagli uomini diretti da Gugliemo Battisti.

La merce recuperata a seguito di una quindicina d’interventi è già stata restituita. È persino accaduto che i poliziotti abbiamo trovato oggetti rubati prima che le vittime si fossero rese conto della sparizione. Uno dei casi più toccanti è stato quello del maestro Luigi Ferrari, derubato mentre si trovava in ospedale di alcune monete d’oro. La squadra mobile è risalita alla sua identità grazie a una intestazione su una moneta sequestrata a un ladro georgiano: si tratta di un premio per la sua attività poetica. Pochi giorni dopo il derubato si è spento in ospedale all’età di 94 anni. L’episodio è stato ricordato anche in occasione dell’ultima festa della polizia, a maggio, alla quale ha partecipato la figlia del maestro. Una vicenda che aiuta a ricordare che dietro agli oggetti rubati nelle case dei reggiani ci sono ricordi dal grande valore affettivo.

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