Un tesoretto d’oro ancora senza padroni
Dall’inizio dell’anno tanta refurtiva recuperata dalla squadra mobile nel corso di alcuni blitz e solo in parte restituita
REGGIO EMILIA. Un accendino d’oro, una spilla d’argento che raffigura un grifone, catenine sulle quali sono incisi nomi e date, orologi, tra cui un Rolex, e un computer portatile di marca Apple. Gioielli in oro per un peso complessivo di mezzo chilo. È il tesoretto che giace in questura a Reggio e che è frutto dei tanti sequestri effettuati nel corso delle indagini contro i furti nelle case. Dall’inizio dell’anno la squadra mobile sta catturando ladri e ricettatori e ogni operazione porta nuovi beni in cassaforte.
Mezzo chilo di gioielli d’oro ed altra refurtiva è già stata restituita perché i proprietari hanno riconosciuto il maltolto e hanno provato che si trattava di roba loro.
La polizia resta dunque in attesa di trovare i proprietari dei restanti preziosi: un passaggio importante anche per definire il quadro indiziario a carico delle persone alle quali gli oggetti sono stati sequestrati nella convinzione che fossero di provenienza illecita.
Restano ancora senza nome i proprietari di una serie di medagliette, orologi e catenine. A fine febbraio i poliziotti avevano arrestato tre georgiani in stazione a Reggio: erano appena arrivati da Piacenza e avevano un trolley con dentro diversi orologi di marca, gioielli in oro, accendini ma anche un computer portatile, una tower di un pc e piattaforme per giochi elettronici. Tutta merce di cui non si conosce ancora i proprietari. Stesso discorso per la refurtiva sequestrata a maggio a cinque georgiani che finirono in manette nel corso di un’operazione condotta tra Bologna e Reggio sempre dagli uomini diretti da Gugliemo Battisti.
La merce recuperata a seguito di una quindicina d’interventi è già stata restituita. È persino accaduto che i poliziotti abbiamo trovato oggetti rubati prima che le vittime si fossero rese conto della sparizione. Uno dei casi più toccanti è stato quello del maestro Luigi Ferrari, derubato mentre si trovava in ospedale di alcune monete d’oro. La squadra mobile è risalita alla sua identità grazie a una intestazione su una moneta sequestrata a un ladro georgiano: si tratta di un premio per la sua attività poetica. Pochi giorni dopo il derubato si è spento in ospedale all’età di 94 anni. L’episodio è stato ricordato anche in occasione dell’ultima festa della polizia, a maggio, alla quale ha partecipato la figlia del maestro. Una vicenda che aiuta a ricordare che dietro agli oggetti rubati nelle case dei reggiani ci sono ricordi dal grande valore affettivo.
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