I giovani imprenditori a Reggio Emilia chiudono bottega
Sono 5mila gli under 30 che hanno un’attività in proprio circa 500 in meno rispetto al 2015 a livello provinciale
REGGIO EMILIA. Si destreggiano principalmente tra servizi, start-up tecnologiche e commercio ma non sempre riescono a sbarcare il lunario né tantomeno a far quadrare i conti della loro neonata impresa. Sono i giovani imprenditori under 35 che a Reggio Emilia fanno un balzo indietro nel primo semestre del 2016, scendendo a 5.028 unità contro le 5.498 di fine 2015. Andando ancora più indietro, al 2013, erano vicini a quota 6.000. Solo negli ultimi sei mesi sono spariti quindi quasi 500 imprenditori in erba, cancellati dalla statistica messa insieme da Movimprese nell’indagine condotta da Unioncamere - Infocamere sulla base del Registro delle Imprese delle Camere di Commercio.
Una profonda scrematura che non fa certo sorridere e segue il raffreddamento dell’economia sia locale che nazionale. Il quadro si rabbuia anche perché la media nazionale è in sostanziale aumento. Finanza, servizi alla persona e pubblicità sono le attività che attirano di più i giovani imprenditori italiani con meno di 35 anni, secondo la rilevazione tra aprile e giugno scorsi sul totale delle nuove imprese iscritte in questi ambiti.
Le attività ideate da under 35 superano infatti il 40% grazie alla spinta del sud Italia. Ben diversa, invece, la situazione nel secondo trimestre dell’anno a Reggio Emilia, dove un’impresa su dieci è guidata da un under 35 (poco sotto la media italiana) ma dove il confronto con i mesi precedenti è in forte passivo.
Il bilancio positivo delle imprese costituite dagli under 35 supera le 20mila unità in tutto il Paese ed è pari al 54,1% del saldo complessivo delle imprese italiane. Le oltre 31mila iscrizioni di imprese di under 35 rappresentano infatti il 31,6% delle iscrizioni del periodo mentre nello stesso lasso tempo sono state chiuse 10mila imprese giovanili.
L’Italia è sostanzialmente divisa in due: il sud solitamente povero che ha però la maggiore concentrazione di imprenditori under 35 e il ricco nord che conta una presenza più consolidata di capitani d’impresa ben più anziani. La riprova sta nella prima in classifica in Italia, Crotone, dove l’incidenza dei giovani imprenditori è la più alta in assoluto, il 15,30%, seguita sul podio da Vibo Valentina e Reggio Calabria.
All'altro estremo della graduatoria, i territori in cui sono meno presenti imprese guidate da giovani sono Forlì-Cesena (ultima con il 6,5%), preceduta da Pordenone (6,8%) e Treviso (6,9%).
Tra gli estremi della statistica c’è posto quindi per molti distinguo e commenti di carattere socio-economico. A livello nazionale, le 581mila attività produttive guidate da giovani con meno di 35 anni (il 9,6% del totale delle imprese registrate a fine giugno) si concentrano in buona parte nei settori tradizionali, quali, ad esempio, il commercio (vi appartengono il 28,7% delle imprese di under 35), le costruzioni (14,3%) e le attività di alloggio e ristorazione (10,2%). Guardando però l'universo dell'imprenditoria giovanile dal punto di vista della creazione di un'impresa spiccano servizi finanziari e delle attività assicurative.
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