L’alto rischio idrogeologico fa aumentare i contribuenti
REGGIO EMILIA. Sono state recapitate in questi giorni le comunicazioni rivolte ai 32.880 proprietari di immobili situati nei Comuni di Reggio Emilia, Sassuolo e Fiorano Modenese che per la prima...
REGGIO EMILIA. Sono state recapitate in questi giorni le comunicazioni rivolte ai 32.880 proprietari di immobili situati nei Comuni di Reggio Emilia, Sassuolo e Fiorano Modenese che per la prima volta saranno tra breve chiamati a contribuire all’attività del Consorzio di bonifica dell’Emilia Centrale. Una novità che ha sollevato non poche polemiche tra i reggiani che, abitando in città, non hanno intenso subito il motivo della richiesta.
La comunicazione spedita in questi giorni ha natura di informazione preventiva rispetto all’invio del vero e proprio avviso di pagamento, «per far conoscere ai diretti interessati le ragioni sui cui si fonda l’obbligo contributivo, così come previste dalla normativa di legge, e per dar modo a tutti gli interessati di formulare richieste o osservazioni prima del formale avvio del procedimento di riscossione dei contributi», scrive il Consorzio. Il prossimo settembre arriveranno gli avvisi di pagamento veri e propri, con l’indicazione delle varie modalità per eseguire il pagamento. «Le modifiche avvenute con il nuovo Piano di Classifica non hanno comportato per il Consorzio nessun aumento del gettito complessivo per contributi di bonifica ma unicamente una diversa e più equa ripartizione dell’onere contributivo - spiega il Consorzio - in applicazione dei criteri tecnici stabiliti dalla Regione su proposta di un’apposita commissione tecnica costituita in sede regionale composta da un ampio spettro di rappresentanti delle categorie interessate (consumatori, sindacati, multiutilities, industriali, ecc.). Per cui, nonostante il fatto che i contributi saranno per la prima volta posti a carico anche dei 32.880 nuovi consorziati, non vi è stato alcun aumento dell’onere contributivo. E’ infine necessario tener presente che i contributi di bonifica, fiscalmente deducibili quando riguardano i fabbricati, sono finalizzati a prevenire il fenomeno del dissesto in montagna e delle alluvioni in pianura. Si tratta di funzioni particolarmente importanti in Emilia-Romagna, certificata dal recente Rapporto 2015 sul dissesto idrogeologico in Italia dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra) come la maggiormente a rischio tra le grandi regioni italiane per quanto riguarda l’equilibrio idrogeologico. In particolare il rischio di alluvioni è nettamente maggiore nella nostra regione rispetto al resto del territorio nazionale. I contributi che vengono chiamati a versare i consorziati vecchi e nuovi sono destinati a ridurre il rischio di alluvioni e frane su di un territorio economicamente tra i più sviluppati in Europa ma anche tra i più fragili sotto il profilo idrogeologico, che richiede pertanto una costante attenzione nella gestione delle opere pubbliche realizzate per prevenire il rischio idraulico».
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