Nuovo divieto di dimora dopo la rapina al quindicenne
MONTECCHIO. Il pubblico ministero, Valentina Salvi, aveva chiesto gli arresti domiciliari per Ambrose Osadolor, il 39enne nigeriano arrestato dai carabinieri di Montecchio con l’accusa, gravissima,...
MONTECCHIO. Il pubblico ministero, Valentina Salvi, aveva chiesto gli arresti domiciliari per Ambrose Osadolor, il 39enne nigeriano arrestato dai carabinieri di Montecchio con l’accusa, gravissima, di rapina ed estorsione nei confronti di un 15enne. L’uomo era già noto in paese per essere protagonista di un taccheggio molesto al punto da essere stato destinatario già di un foglio di via dal paese della durata di tre anni.
Ieri mattina, il 39enne è comparso davanti al giudice per le indagini preliminari Giovanni Ghini per l’udienza di convalida. La decisione del gip, però, è stata di diniego degli arresti domiciliari.
Per Ghini, infatti, è sufficiente il divieto di dimora dalla città di Montecchio per l’uomo che ha già collezionato numerose denunce per aver violato quel foglio di via che il Comune, in base al lavoro dei carabinieri, aveva già provveduto a emettere.
Secondo il giudice, l’arresto dei militari è stato legittimo. La versione del 39enne, difeso dall’avvocato Mattia Fontanesi, era che la giovane vittima avesse solo dimenticato al parco il suo telefonino e non che lui glielo avesse preso. Giustificando l’incontro fissato, quello in cui il 15enne dice di aver ricevuto la richiesta di 40 euro per averlo indietro, come la sola occasione richiesta per poterglielo ridare. E a questo scopo lo avrebbe fato chiamare da un conoscente comune con il fratello del 15enne.
Ma il giudice, nell’ordinanza, già ipotizza una riformulazione di un reato: piuttosto che di rapina, per Ghini si tratta di furto con strappo.
Sotto accusa non c’è solo il 39enne. Anche gli amici del 15enne sono stati denunciati per concorso: invece di aiutare il giovane rispetto alla situazione vissuta, infatti, si sarebbero resi complici dell’accaduto quando il nigeriano l’avrebbe costretto, per restituirgli il cellulare, a bere birra e a fare altre cose. Ma la loro posizione verrà giudicata dal giudice del tribunale per i minorenni.
L’episodio è avvenuto al parco della Rocca, sabato sera. La svolta grazie al coraggio del giovane, che ha raccontato tutto alla madre.
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