Rubano corrente alla Fer per l’assalto in tabaccheria
Furto al Koko Loko di via Papa Giovanni XXIII, spariscono sigarette e gratta e vinci Per far funzionare un flessibile si sono attaccati alla linea elettrica della ferrovia
REGGIO EMILIA. Si sono attaccati a una cabina elettrica della linea ferroviaria Reggio-Sassuolo per alimentare un flessibile con il quale hanno tagliato la saracinesca del bar tabaccheria Koko Loko, in via Papa Giovanni XXIII. I ladri hanno tagliato la lamiera come fosse una scatoletta di tonno e poi armati di tombino hanno tentato di infrangere la vetrina. Il vetro ha retto agli urti e allora i malviventi, senza perdersi d’animo, hanno deciso di proseguire il lavoro con il flessibile e hanno aperto un foro circolare nella parte inferiore della porta.
Una volta all’interno del locale gli intrusi si sono impossessati di gratta e vinci, stecche di sigarette e soldi del fondo cassa: ieri mattina i gestori cinesi del bar dovevano ancora quantificare l’esatto ammontare del valore della refurtiva. Comunque si tratta di alcune migliaia di euro, ai quali vanno sommati i danni piuttosto ingenti.
Alle 3.12 della notte fra lunedì e ieri qualcuno ha telefonato al 113 per segnalare che alcune persone stavano armeggiando in modo rumoroso vicino alla saracinesca.
I poliziotti hanno impiegato pochissimo tempo per raggiungere via Papa Giovanni XXIII. Una volante è arrivata alle 3.15 e il personale ha fatto appena in tempo a vedere alcune persone che scappavano. Gli agenti hanno provato a fermarli, ma gli sconosciuti avevano troppo vantaggio.
I malviventi hanno preso solo una parte di quello che volevano asportare, proprio perché l’intervento è stato molto rapido.
«La corrente l’hanno presa dalla ferrovia», ha commentato ieri sconsolata la barista del locale, che è stata costretta a tenere chiusa la porta principale danneggiata nel corso del raid.
Lo stesso locale di via Papa Giovanni XXIII era stato preso di mira nel giugno del 2014 da un commando di rapinatori cinesi. In quella occasione quattro persone armate di due pistole e con i volti coperti avevano fatto irruzione nel bar poco dopo l’orario di chiusura, alle 2.30 e avevano legato e imbavagliato il proprietario e una dipendente. Poi erano saliti in un appartamento al piano superiore, dove erano convinti di trovare una cassaforte, e avevano legato anche un’altra dipendente: era stata quest’ultima a liberarsi e lanciare l’allarme. Il bottino di quella violenta rapina, i cui autori sono rimasti sconosciuti, fu di circa 20mila euro.
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