Gazzetta di Reggio

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Sì o no? A Festareggio la “par condicio” è virtuale

di Roberto Fontanili
Sì o no? A Festareggio la “par condicio” è virtuale

Dallo slogan “Basta un sì” su tutto il materiale pubblicitario realizzato dal Pd al sobrio stand dell’Anpi, in posizione defilata, con divieto di volantinaggio

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REGGIO EMILIA. Confinati nella riserva del “no” e guai a uscirne. A Festareggio, per avere tra le mani i volantini a sostegno del no al referendum, nello stand dell’Anpi bisogna proprio entrarci. Mentre i sostenitori del “sì”, forse più indisciplinati o solo consapevoli di godere di un maggior spazio di manovra, davanti allo stand del Comitato a favore del sì, qualche volantino lo allungano. Non troppi per la verità, per non rompere il fragile equilibrio raggiunto. Le consegne, almeno sulla carta sono ferree: nessun volantinaggio a favore di una tesi o dell’altra. Ma anche un seppur minimo spazio di manovra e di autonomia al no – proprio tramite l’Anpi – è stato garantito.

Il Pd ha cercato di far convivere le due posizioni, perché rompere con l’Anpi avrebbe lasciato ferite non facilmente rimarginabili con e nella minoranza Pd. L’Anpi, che già a inizio luglio aveva concordato la partecipazione a Festareggio, di fronte al ventilato no a un dibattito pubblico al Campovolo, aveva minacciato di organizzare, e da solo, un’iniziativa pubblica in piazza Prampolini con il costituzionalista Gustavo Zagrebelsky. Il nome scelto dal Comitato nazionale per il No per il confronto dell’8 settembre a Reggio con la Finocchiaro. Soluzione a cui si è arrivati dopo che era caduta l’ipotesi di un dibattito con la costituzionalista Lorenza Carlassare (due donne a confronto nel 70esimo del voto femminile, questa la motivazione per giustificare il dibattito e farlo digerire ai riottosi renziani). Resta che la “zona franca” che si è creata nello stand Anpi, dove è possibile la propaganda contro la posizione ufficiale del Pd, resta unica in Italia.

Per questo a Festareggio sperano che Matteo Renzi e il presidente Anpi Carlo Smuraglia, decidano di confrontarsi al Campovolo. A Festareggio sostengono Andrea Costa ed Ermete Fiaccadori, «all’Anpi è stata garantita agibilità e autonomia politica», ma cogliere le diversità di trattamento tra il sì e il no è fin troppo facile. Basta guardare gli stand. Se l’Anpi è confinato nello spazio riservato alle associazioni e nessun cartello per il no è visibile all’esterno, quello del sì si trova sul viale principale ed il sì è ben visibile. Così come lo slogan “Basta un sì” compare su tutto il materiale pubblicitario di Festareggio. No, trovare le differenze non è difficile.

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