Gazzetta di Reggio

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Bambini iperattivi, le famiglie si confrontano

Roberta Cristofori
Bambini iperattivi, le famiglie si confrontano

Reggio Emilia, al Pigal l'incontro dei genitori alle prese con i disturbi del comportamento dei loro figli

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REGGIO EMILIA Un gruppo Facebook di 8.600 iscritti tra genitori, psicologi e logopedisti. Si chiama “Adhd-Ddai – Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività” e non si risolve in una semplice bacheca, è piuttosto un luogo d’incontro virtuale aperto a tutti i genitori e a chi interagisce con bambini che presentano problematiche comportamentali. «L’Adhd è un disturbo emergente, che la società non sembra preparata ad affrontare», spiega la mamma Barbara Cefalo. Barbara è entrata a far parte del gruppo due anni fa, ed è proprio grazie a lei che i membri si sono potuti incontrare dal vivo al circolo Pigal.

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«Eravamo 150 persone, provenienti da ogni parte dell’Italia: Lombardia, Piemonte, addirittura Sicilia e Sardegna. Siamo partiti da questo evento perché non vorremmo essere dimenticati». La generosa partecipazione di volontari, amici e sponsor, denuncia un’urgenza, quella di dar vita a occasioni di incontro e scambio tra tutti coloro che convivono con tale disturbo. «Offrire strumenti di informazione per le famiglie è fondamentale, perché non sanno a chi rivolgersi e talvolta si vergognano a parlarne».

Per questo motivo gli organizzatori hanno voluto coinvolgere alcuni esperti che potessero chiarire i dubbi: Lisa Tonelli e Sandra Cocca, logopediste, e Daniele Zanoni, ragazzo dislessico, dottore in Fisica e autore del libro “Storie di straordinaria dislessia”.

La giornata trascorsa al Pigal è stata anche un’opportunità di socializzazione per i ragazzi. «I bambini che soffrono di disturbi specifici dell’apprendimento e con comportamenti oppositivi sono sottoposti a cure farmacologiche talvolta insufficienti. Possono diventare molto violenti e per questo capita che vengano allontanati dai gruppi di cui fanno parte, come a scuola, perché non si comprende il loro temperamento». Qui i bambini hanno potuto giocare e fare merenda tutti insieme, con una premiazione speciale per i partecipanti ai tornei.
Il progetto futuro è quello di continuare a lavorare sul territorio, proponendo percorsi alternativi al gruppo nazionale.

«Quello dell’Adhd è un problema che si può migliorare ma, affinché ciò accada, le famiglie hanno bisogno di essere indirizzate da professionisti. Per questo a settembre ci recheremo in Comune per richiedere l’apertura di uno sportello informativo in collaborazione con alcune logopediste», preannuncia Barbara.
«Un’altra idea è quella di andare nelle scuole a parlare con i ragazzi e con gli insegnanti, che oggi avrebbero forse bisogno di veri e propri corsi di formazione».
 

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