Il capo della Polizia in visita a mamma Giovanna, sopravvissuta al sisma
Il prefetto Gabrielli ha fatto visita all'agente reggiana che nel terremoto ha perso il marito Ezio Tulli di 42 anni e i due figli Leonardo e Ludovica, di 13 e 9 anni
REGGIO EMILIA. Giovanna Gagliardi ha lasciato Amatrice, in provincia di Rieti, dove nella notte di mercoledì la sua famiglia è stata completamente distrutta dalla scossa delle 3,36 che ha seminato lutti nell’Italia Centrale.
La poliziotta che per anni ha vissuto a Reggio Emilia, si è trasferita a Nettuno (Roma) a casa di Maurizio Tulli, fratello gemello del marito Ezio, morto nel sisma con i loro figli Leonardo e Ludovica, di 13 e 9 anni.
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Nella tragedia non hanno trovato scampo nemmeno i genitori della donna, mentre si è salvata la sola sorella Elisabetta. Ieri a Nettuno ha fatto visita alla donna il capo della polizia, il prefetto Franco Gabrielli, il dirigente del compartimento della polizia stradale del Lazio, Michele La Fortezza, il questore di Latina Giuseppe De Matteis e il primo dirigente del commissariato di Anzio e Nettuno, Antongiulio Cassandra.
Tra le prime ad accorrere ad Amatrice era stata Lucia Dipierro, comandante del Commissariato di Cisterna di Latina dove è in servizio Giovanna Gagliardi. La visita istituzionale è durata pochi minuti ed è stata la testimonianza concreta del lutto di tutta la polizia di Stato italiana.
Tanti agenti hanno sostato sotto l’abitazione di Maurizio Tulli, nel centro storico di Nettuno, per manifestare solidarietà alla collega colpita da un dolore incommensurabile: la sua storia è una delle più terribili all’interno di una tragedia collettiva che ha segnato tante famiglie.
Ad Amatrice, città devastata dal terremoto, si sono invece recati i colleghi dell’assistente capo Ezio Tulli, il 42enne per 13 anni in servizio in via Dante, prima come poliziotto di quartiere e poi negli uffici passaporti e contabilità. I poliziotti di Aprilia, dove Tulli prestava servizio, sono andati in piazza Augusto Sagnotti, davanti alla palazzina di tre piani dove ha trovato la morte il collega con i figli nel cuore della notte. Tra le macerie, come si vede dalle foto sopra, sono stati trovati album di fotografie ed altri effetti personali dei residenti del condominio: oggetti che riportano a una normalità spazzata via per sempre dal sisma.
Il terremoto che ha devastato il Centro Italia: lo speciale
Ad Amatrice, che in questi giorni era molto affollata di turisti, ha trovato la morte anche Marco Santarelli, 28 anni, figlio del questore di Frosinone. A Nettuno, dove era nato Tulli e dove la famiglia si era trasferita nel 2009 quando aveva lasciato Reggio, il Comune dichiarerà il lutto cittadino nel giorno dei funerali delle vittime (nello stesso comune viveva anche una coppia morta nel terremoto).
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Un segno concreto di lutto è stato dato anche a Reggio, dove tra l’altro molti volontari sono già partiti ed altri lo faranno nei prossimi giorni.
Il sindaco Luca Vecchi, a nome di tutta l’amministrazione comunale e dei concittadini, ha espresso un profondo cordoglio alle vittime e alla popolazione colpita dalla tragedia del terremoto, e la propria solidarietà a tutte le istituzioni, unità operative e volontari che si sono attivati per il soccorso. «In memoria delle numerose vittime - si legge in una nota diramata da piazza Prampolini - tra le quali purtroppo era presente una famiglia di Reggio Emilia, il Municipio ha esposto a mezz'asta le bandiere nazionale ed europea, in segno di lutto».
Il bilancio delle vittime dell’evento di mercoledì notte nell’Italia Centrale è ancora provvisorio e continua a salire. Ad Accumoli, Amatrice e Arquata del Tronto sono morte 250 persone e 365 sono i feriti.
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