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Rubata la statua di Brontolo

Rubata la statua di Brontolo

Casina: furto alla Cantonieria. Colpa del Fronte di liberazione dei nani?

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CASINA. Mistero e indagini “casalinghe”in corso per un caso di “rapimento”, scoperto mercoledì mattina, che ha gettato nello sconforto la popolazione più giovane. La scoperta al mattino presto, da parte dei volontari del Centro Sociale Casa Cantoniera. All’ingresso del Parco Pineta, che ha un’entrata diretta dal piazzale della Cantoniera, è presente da anni, fin dall’apertura del circolo nell’edificio ristrutturato un tempo di proprietà dell’Anas, una bella scenografia allestita con le statuine di Biancaneve e i sette nani. Purtroppo, una delle scorse notti è stato “rapito” il nano Brontolo.

Il furto ha provocato il dispiacere e la rabbia di grandi e piccini, che hanno rivolto un appello accorato a chiunque possa dare notizie in merito. Ma per ora di Brontolo rimane quel posto vuoto, nello spazio che occupava nella fila dei nani.

Tra le varie ipotesi, anche dal sapore goliardico, c’è quella che, visto il suo caratteraccio, Brontolo “abbia voluto allontanarsi un po’ dai soliti compagni”, ma quella che ruota attorno ai nanetti da giardino è una cultura diffusa in tutta Europa, ed è segnata anche da culti e movimenti molto originali.

Ad esempio è diffuso a livello continentale il “Fronte di Liberazione Nani da Giardino”, un movimento che ha lo scopo di liberare questi nani.

Secondo gli aderenti, i nani, essendo completamente indifesi, «sarebbero preda di malvagi che li imprigionano nei loro giardini; essendo creature nate nei boschi, soffrono enormemente nel vivere intrappolati e costretti a sorridere». Lo scopo del movimento è dunque quello di liberare i nani riportandoli nel loro habitat naturale, i boschi appunto.

La tradizione vuole che i nani ricambino la ritrovata libertà portando fortuna ai loro liberatori. I componenti del movimento che è nato in Francia intorno alla metà degli anni Novanta e si è espanso sempre più, approdando anche in Italia, esistono davvero.

Sembra che proprio in concomitanza con le prime espressioni del movimento, una frangia fosse attiva a Casina già in quei primi anni Novanta.

Il movimento si costituì dal momento che alcuni nani da giardino sparirono da giardini di uso pubblico, come quello dell’asilo parrocchiale, e privati, rispuntando poi in altri giardini e cortili, a volte anche ricolorati o modificati in alcuni dettagli.

Da Casina dicono che se “il rapitore” sta leggendo, possono garantire che quelli della Cantoniera sono nani “felici e ben tenuti”, sottoposti a periodici trattamenti di bellezza per ravvivarne il colorito, e soprattutto amici di tutti i bambini del paese che si fermano quotidianamente a salutarli: quindi possono restituire Brontolo senza timore che sia a disagio. (l.t.)

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