«Sanità, bisogna investire di più nella prevenzione»
L’assessore Sergio Venturi e la consigliera Ottavia Soncini «I posti letto negli ospedali verranno ridotti del 30%»
REGGIO EMILIA. La sanità pubblica è un bene, ma non è inesauribile e la prevenzione, che significa uno stile di vita corretto, diventa una priorità della Regione. In questo quadro s’inserisce anche la scelta della Regione della vaccinazione obbligatoria per i bambini degli asili nido. La previsione per i prossimi anni è ridurre del 30% i posti letto in ospedale e incrementare la spesa per la prevenzione primaria, quello cioè che interviene sulle persone prima che si ammalino. «L’Emilia è tra le quindici regioni europee con una maggior aspettativa di vita e dobbiamo e possiamo cambiare il modo di investire i 9 miliardi annui della spesa sanitaria in regione. Investire di meno negli ospedali, che non significa un minor numero di ospedali, ma più sul territorio e in prevenzione».
Questo il messaggio lanciato dall'assessore regionale alle Politiche per la salute Sergio Venturi e dal vice presidente dell’assemblea regionale Ottavia Soncini da Festareggio nel confronto con le associazioni di volontariato. Davanti a una platea numerosa e ai due direttori generali Fausto Nicolini (Ausl) e Antonella Messori (Azienda ospedaliera), ogni associazione ha illustrato la propria esperienza e i progetti avviati. Esperienze che, ha riconosciuto Venturi, «danno buoni risultati con un investimento minimo, a conferma che la prevenzione non si vede, ma ha un peso notevole sulla salute e sui costi della sanità».
Ad aprire il confronto su “Prevenzione è salute e sostenibilità”, Ottavia Soncini che ha sostenuto che «oggi il Sistema sanitario nazionale è sostenibile se togliamo i “troppo” che ci sono, come le medicine, le visite specialistiche, diagnosi inappropriate, gli accessi al pronto soccorso e scelte di vita inadeguate. L’Italia investe lo 0,5% in prevenzione, contro una media europea del 3%. Se ci adeguassimo a questa media il risparmio sarebbe di 8 miliardi di euro in 10 anni».
La prevenzione è una sfida però che va affrontata con i cittadini, medici, scuole ed educazione agendo su temi come alimentazione, pratica sportiva, alcol e fumo. «E in questo quadro le associazioni sono un valore prezioso e in Regione vogliamo creare una legge che incentivi le realtà che si muovono in questo senso e che ottengono dei risultati», hanno sostenuto Soncini e Venturi dopo aver ascoltato le sollecitazioni arrivate dagli enti e associazioni presenti.
Da Luca Bertolini (Diabetici) Valter Gherardi (Healt 21), William Punghellini (Figc), Vincenzo Guiducci (Lega del Cuore), Ermanno Rondini (Lilt), Emanuele Simonazzi (Oratorio Don Bosco), a Silvana Cavalchi (Uisp). Poi l’assessore Venturi ha ribadito «che la vaccinazione obbligatoria è l’unica risposta per difendere i soggetti più deboli e che, dopo anni, grazie anche all’impegno degli operatori e un uso intelligente delle strutture, è stato possibile ridurre considerevolmente le liste e i tempi d’attesa».
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