Se l’astice eleva la tavola popolare
Visita a I Sapori del Mare (che a Novellara, Bagnolo e Luzzara non c’è, eppure...)
Gli altri due motivi che rendono atipico il ristorante I Sapori del Mare sono conseguenti al nome e alla forma. Al nome perché il mare non sta proprio a Novellara, Bagnolo in Piano e Luzzara i cui circoli del Partito democratico gestiscono lo spazio e le cucine. Luoghi di terra alle prese con un acquario fritto, bollito, infornato e grigliato. Una bella sfida. Infine c’è la forma, anzi, i dettagli. Gli organizzatori non scherzano. Altroché antica bettola o popolare baracca, i Sapori del Mare riescono a pronunciare la parola restaurant in francese perfetto. Basta avvistare all’ingresso la vetrinetta illuminata al neon che ostenta la serie di piatti alla carta, pronti, fatti, così come saranno presentati, con tanto di composizioni e guarnizioni. Un attentato sensoriale alla folla che è in coda, attende alla cassa, sosta per aspettare il tavolo, soffre. Non formale anche la presentazione dei piatti, mai ovvia e neanche banale: il piatto bianco neutro in quanto tale non esiste. Ogni proposta ha la sua padella, la sua ciotola, la propria tazza. Vien da dire che i compagni antichi, i veterocomunisti incrociati con gli inossidabili democristiani conoscono l’astice, amano il gambero, apprezzano l’impepata di cozze. Della serie “perché deprimere la tavola popolare, quando è invece possibile elevarla?”. Salmone per tutti (anziché salame). Qui chi serve in tavola pare ben conscio di questa contraddizione e ne fa autoironia. Come quel camieriere-volontario che circola con la t-shirt del Pd, i pantaloni alla marinara, ma indossa il papillon delle feste. Bravo. Allora, ho sperimentato un lussuoso monopiatto di paccheri con gamberi e mezzo astice, abbondante e insidioso, ma con eccedenza di gamberetti. Quindi una grigliata imperiale in verità molto razionale, essenziale, autocratica. Ho ecceduto con un frittomisto, dove non ho trovato troppi gamberetti, dunque ben fritto ma poco misto. Simpatico il servizio. Ho scelto un Pignoletto di Scandiano, indigeno e vivace. Il volontario-sommelier baffuto ha stappato e annusato il sughero e domandando se desideravo un bicchiere adeguato al bianco frizzante. Anche i gamberetti erano felici.
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