Gazzetta di Reggio

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Secchia, piano di ampliamento per le casse

di Adriano Arati
Secchia, piano di ampliamento per le casse

Rubiera: la giunta approva il protocollo d’intesa. Il sindaco: «Fondamentale per la sicurezza idraulica»

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RUBIERA. Continuano le manovre di avvicinamento per realizzare la nuova cassa di espansione del corso del fiume Secchia, un allargamento dell’attuale vasta area attorno alla zona, segnata dal principale corso d’acqua reggiano e modenese a nord della via Emilia fra Rubiera, Modena e Campogalliano.

Il progetto di ampliamento coinvolge diversi enti, locali e regionali, e tutti devono dare il loro benestare all’accordo complessivo. Martedì sera la giunta di Rubiera, il paese reggiano maggiormente interessato dall’opera perché tagliato in due dal fiume, ha approvato il protocollo d'intesa per la realizzazione della nuova cassa d'espansione del Secchia.

«È un atto che sarà firmato anche da Regione, Provincia di Reggio e Provincia di Modena, Agenzia Interregionale del Po e fondamentale per la realizzazione di questa grande opera per la sicurezza idraulica in particolare a valle di Rubiera», spiega il sindaco rubierese Emanuele Cavallaro.

Questo è un territorio ampio e fortemente antropizzato, caratterizzato da alcuni dei principali complessi industriali del paese e attraversato da alcune delle principali vie di collegamento italiane, la Brennero e l’Autostrada del Sole su tutte. Un territorio che nei decenni passati è stato spesso danneggiato da prelievi ed escavazioni a fianco dei fiumi, in periodi in cui la sensibilità ambientale aveva decisamente meno presa. Ma anche, va ricordato, dotato di notevole fascino, oggi tutelato grazie alla Riserva naturale della Cassa di espansione del fiume Secchia.

Il nuovo progetto dovrebbe diminuire fortemente il rischio di piene e di cedimenti, che anche nei mesi scorsi hanno regalato sorprese poco gradite nel reggiano e nel modenese nei giorni delle grandi piogge e delle conseguenti alluvioni. Non si parte da zero ma da piani e preventivi già strutturati. «La realizzazione del progetto, curato dall’Agenzia Interregionale del Po, è già stata finanziata dal ministero per 4,3 milioni di euro. Con questi dati possiamo ora procedere a chiudere la programmazione dell’escavazione della cassa stessa con il Pae (piano delle attività estrattive comunali, ndr)» sottolinea. Si sfrutteranno anche gli interventi già effettuati negli anni passati, in particolare le deviazioni rispetto alle condutture di energia elettrica e di gas, che ora si trovano lontane dal perimetro delle casse di espansione e dai rischi collegati a dissesti idro-geologici.

«Negli anni si è provveduto a deviare il gasdotto e il percorso delle linee elettriche ad alta tensione per “liberare” il settore che ospiterà questo nuovo strumento contro le piene del Secchia, in modo da poter procedere speditamente» conclude il sindaco.

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