Spaccia cocaina davanti a un poliziotto in borghese
L’agente fuori servizio chiama subito i colleghi e fa arrestare il pusher 33enne Per gli agenti, in questura, ha dato un nome falso. La difesa: «È stato frainteso»
REGGIO EMILIA. È stato un poliziotto fuori servizio ad accorgersi – mentre stava andando a far benzina – che qualcosa non andava nel comportamento di un nordafricano e non ha esitato ad avvertire i colleghi.
È accaduto martedì sera e sul posto è piombata una Volante, perché l’agente in borghese ritiene di aver visto una cessione di droga fra il nordafricano e un’altra persona. E mentre i colleghi fermano e perquisiscono l’extracomunitario, il poliziotto fuori servizio riesce a raggiungere quello che presume essere stato il cliente. E in effetti si tratta di un consumatore di cocaina: consegna subito una dose da mezzo grammo. Contemporaneamente gli altri agenti trovano nelle tasche di quello che ritengono uno spacciatore sia un’altra dose di cocaina (poi ritenuta compatibile con quella consegnata dall’altra persona), sia una banconota da 50 euro (considerata il provento della cessione di stupefacente). Da qui l’arresto per spaccio, a cui si aggiunge l’accusa di aver fornito false generalità e per la polizia non è la prima volta che “nasconde” la sua vera identità. Con un documento ufficiale l’arrestato viene poi identificato come il tunisino 33enne Lassad Nasr, clandestino, senza fissa dimora, già gravato da precedenti di polizia per violazione delle norme sugli stupefacenti e l’immigrazione.
Ieri mattina, davanti al giudice Alessandra Cardarelli, Nasr si è avvalso della facoltà di non rispondere. L’avvocato difensore Rosa Apadula (in sostituzione della collega Carmen Pisanello) ha contestato la vicenda del nome fasullo («Parla male l’italiano, è stato solo frainteso»). Il 33enne ha ora il divieto di dimora a Reggio e sarà processato il 22 settembre. (t.s.)
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