Terremoto: Beppe Carletti dei Nomadi propone un concertone come per Italia Loves Emilia
A Radio Uno Rai il musicista di Novellara chiama a raccolta i cantanti italiani. Anche Consoli e Fresu lanciano l'idea di un concerto
REGGIO EMILIA Nel 2012 i più grandi nomi della musica italiana salirono tutti insieme sul palco del Campovolo per aiutare gli emiliani colpiti pochi mesi prima dal sisma. Il concertone in stile Italia Loves Emilia - seguito da 150mila spettatori per un incasso devoluto di 4 milioni di euro - potrebbe tornare per aiutare questa volta le popolazioni dell'Italia centrale colpite dal terribile terremoto del 24 agosto.
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Nel lungo filo diretto di Radio Uno Rai sul sisma che ha distrutto il cuore dell'Italia centrale, lo storico leader dei Nomadi Beppe Carletti, - nel 2012 animatore e protagonista dei due grandi concerti per la ricostruzione dell'Emilia e poi per l'Aquila - ha sollecitato infatti la musica italiana a trovarsi ancora una volta insieme per aiutare le vittime del terremoto di oggi.
«Io mi auguro - ha detto Carletti - che anche questa volta ci si metta d'accordo fra tutti noi artisti e che a tempo opportuno si dia una mano, per quello che noi possiamo. In queste occasioni gli italiani dimostrano un cuore grande e spero che anche questa volta vada così».
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Anche Carmen Consoli, maestra concertatrice della Notte della Taranta, protagonista del concerto Amiche per l'Abruzzo e di Domani 21/04/09, è pronta ad essere parte di un supergruppo. Così come Paolo Fresu, che il 4 settembre torna con il jazz italiano all'Aquila, si è detto convinto che la musica italiana si ritroverà ancora una volta per solidarietà.
«Non manca a noi la volontà tutte le volte che grazie a colleghi come Laura (Pausini, ndr) riusciamo a fare qualcosa - ha detto durante il filo diretto Carmen Consoli - e io spero proprio di si. Il fatto di utilizzare un mezzo a noi caro ed espressivo che è la musica vuole dimostrare che va oltre quello che è il lavoro, l'idea stessa del concerto ed è una dimostrazione di affetto, un tendere la mano. Quindi è bello essere musicisti soprattutto per cose come queste. E sicuramente lo faremo».
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Fresu ha aggiunto: «Il nostro paese dimostra sempre una una grandissima sensibilità, poi la musica essendo un linguaggio universale è quello che forse più di altri si presta meglio anche per muovere un sentimento emozionale anche nazionale che metta insieme le persone».
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