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la recensione

Corna al cielo per i lupi del rock

Corna al cielo per i lupi del rock

Migliaia di spettatori di tutte le età al Campovolo per i Wolfmother

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REGGIO EMILIA. Per capire che concerto sarà basta leggere le magliette del pubblico. Led Zeppelin, Gun N’ Roses, Metallica, Black Sabbath. C’era tutto il caleidoscopio di appassionati del rock mercoledì sera sotto il grande palco piegato dal suono dei Wolfmother. Dall’hard a quello della vecchia scuola fino al metallo pesante, tutti insieme, dai 30 ai 60 anni di età, per il concerto internazionale di maggiore richiamo nel cartellone musicale di FestaReggio. Il trio australiano ha una certa esperienza: sono animali da concerto, come racconta la lo partecipazione a tutti i maggiori festival mondiali tra i quali Coachella, Lollapalooza, Reading e Leeds. Ieri, però, Andrew Stockdale è abbassato il volume della sua potente chitarra per didicare la terza canzone in scaletta alle vittime del terremoto in Italia. Poi giù con riff, basso e batteria per dare prova dell’efficacia senza ombre di pezzi di alta classifica come Woman o Love Train, Joker & the Thief e New Moon Rising, che hanno fatto alzare le classiche corna al cielo alla folla di spettatori in visibilio. (e.l.t.)

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