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Cerimonia di commemorazione per i 5 tedeschi fucilati nel 1944

Cerimonia di commemorazione per i 5 tedeschi fucilati nel 1944

Albinea: furono giustiziati dai commilitoni nazisti per avere contattato le formazioni partigiane Presente anche la staffetta “Libertà”, Giovanna Quadreri, che partecipò all’operazione “Tombola”

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ALBINEA. Settantadue anni dopo una storia di sangue e coraggio ancora oggi lega Albinea e la Germania. Ieri a Botteghe si è tenuta una cerimonia pubblica per ricordare due fatti strettamente legati fra loro.

Il primo è la fucilazione di cinque soldati tedeschi nazisti, giustiziati dai loro stessi commilitoni per aver aiutato i partigiani italiani il 26 agosto 1944. Il secondo, i vent’anni del gemellaggio che lega Albinea alla comunità berlinese di Treptow-Kopenick, da dove provenivano due dei cinque tedeschi. Ieri a mezzogiorno, assieme a delegazioni di Anpi e Istoreco, con il sindaco Nico Giberti c’era anche una protagonista della guerra, l’88enne staffetta Giovanna Quadreri, nome di battaglia “Libertà”.

Assieme alla sorella Laura, nome di battaglia “Foresta”, ha contribuito in maniera decisiva alla battaglia di Villa Rossi e Villa Calvi a Botteghe, la famosa operazione “Tombola” del 27 marzo 1945, quando partigiani e truppe alleate conquistarono i comandi nazisti di quella zona di Linea Gotica.

Un’azione diventata un libro, omaggiata in un disco dei Modena City Ramblers e nata, come ha ricordato proprio la Quadreri, nell’agosto precedente, con quei contatti fra partigiani reggiani e tedeschi antinazisti. “Libertà” si trova oggi ospite di una struttura residenziale albinetana, impegnata nel recupero da un’operazione ortopedica, e ha partecipato volentieri al momento pubblico per ricordare sia quei fatti di guerra sia quel gemellaggio che da vent’anni unisce Albinea e Treptow.

Il momento clou è solitamente a fine marzo, per ricordare l’operazione Tombola, quando arriva nel reggiano una folta delegazione berlinese, ma anche la fine di agosto è una data da ricordare, e spesso negli anni i parenti dei soldati tedeschi sono passati in zona per lasciare fiori e omaggi al monumento dedicato ai loro cari.

Ieri, c’era anche la partigiana “Libertà” a salutare Hans Schmidt, Erwin Bucker, Erwin Schlünder, Karl-Heinz Schreyer e Martin Kochm, i cinque soldati tedeschi morti 72 anni fa. All’epoca li guidava Hans Schmidt, un maresciallo tedesco di Treptow del Quinto Corpo d’Armata, parte delle truppe tedesche che dall’8 settembre 1943 hanno occupato l’Italia dopo l’armistizio. Schmidt opera ad Albinea come telegrafista, nel principale centro per le comunicazioni col Reich. Militante socialista, dopo anni di carcere per motivi politici era stato liberato in cambio dell’arruolamento nell’esercito: era un marconista, professione ricercatissima in quei giorni. Ad Albinea, assieme a quattro commilitoni, decide di disertare e di unirsi ai partigiani locali, con cui è entrato in contatto, ma il gruppo viene scoperto per una fatalità, il lancio di un bengala da parte di un aereo inglese impegnato in tutt’altra operazione, e ucciso. (adr.ar.)

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