Mostra e ricordo delle vittime del Vajont
CASINA. Si avvicina alla conclusione la mostra delle opere di Stefano Grasselli ispirate alla tragedia del Vajont, e oggi, nell’ambito della mostra, è in programma un momento di commemorazione e...
CASINA. Si avvicina alla conclusione la mostra delle opere di Stefano Grasselli ispirate alla tragedia del Vajont, e oggi, nell’ambito della mostra, è in programma un momento di commemorazione e ricordo di quell’episodio. Alle 18 nella Chiesa del Castello di Sarzano, all’interno dell’esposizione, il maestro Gianni Olivier di Longarone, superstite della tragedia, porterà una sua testimonianza dal titolo “Vajont, storia di una catastrofe annunciata”, fatta di storie, retroscena e immagini intense e toccanti che saranno proiettati durante la serata.
Sarà l’occasione per riflettere sull’immane forza distruttiva della natura, proprio in queste ore purtroppo di tragica attualità, e anche sulle colpe “umane” che furono alla base del disastro del Vajont che causò nel 1963 quasi 2000 morti. Indagini e processi dimostrarono colpevoli negligenze e deliberate sottovalutazioni dei rischi negli organi privati e pubblici preposti al controllo del grande bacino artificiale.
Olivier, allora 29enne, vide la sua famiglia annientata nel disastro e scampò solo perché, in quei giorni, si trovava a Feltre, a 50 km da Longarone, dove insegnava. (l.t.)
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