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Pedemontana, l’Anas inizia a rimborsare l’esproprio delle aree

Pedemontana, l’Anas inizia a rimborsare l’esproprio delle aree

Casalgrande: in questi giorni arrivano i primi bonifici Terreni occupati nel 2006, strada inaugurata nel 2011

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CASALGRANDE. Si vedono i primi indennizzi per gli abitanti di Casalgrande e Scandiano espropriati dei loro terreni dall’Anas per realizzare la Pedemontana, la scorrevole strada che da Scandiano collega direttamente al ponte per Sassuolo, inaugurata nel maggio 2011. Un’opera comoda e usata da migliaia di persone ogni giorno, che prevede diverse uscite nel territorio casalgrandese e che all’epoca della sua costruzione ha richiesto l’utilizzo di ampi spazi e ampi terreni, molti dei quali di proprietà di privati cittadini.

Gli espropri sono iniziati nel 2006 e, sino a poche settimane fa, ancora decine di persone non avevano ricevuto la somma dovuta. Il ritardo pluriennale è dovuto parzialmente a un inghippo burocratico: l’Anas non aveva mai realizzato i frazionamenti degli spazi coinvolti, e senza questa operazione la commissione provinciale indennizzi non ha mai potuto definire l’entità dei singoli rimborsi.

Superato quello scoglio, anche grazie al coinvolgimento del prefetto richiesto dai Comuni di Scandiano e di Casalgrande arrivato nel 2015, l’iter ha potuto proseguire e adesso sono arrivate le prime liquidazioni. Il sindaco di Casalgrande Alberto Vaccari lo ha annunciato sul suo profilo Facebook, mostrando l’immagine di un bonifico da parte dell’Anas, ricevuto da un cittadino espropriato.

«L’opera era ormai conclusa da anni, senza però che i proprietari fossero stati adeguatamente e tempestivamente risarciti – spiega Vaccari –. Grazie alla pronta attivazione del prefetto, nel novembre 2015 si è tenuto un incontro decisorio, dove ho rappresentato il nostro Comune, che ha consentito di individuare e concordare una modalità operativa per sbloccare la situazione. In questi giorni, finalmente, stanno arrivando i bonifici sui conti correnti dei proprietari espropriati».

Adesso non è il momento di mollare la presa, anzi: «Se, nel giro di qualche settimana, qualcuno non dovesse avere ricevuto quanto promesso, mi mandi una mail e verificherò personalmente in Anas la causa del ritardo. C'è voluto tempo, e questo non dovrebbe accadere, ma alla fine ce l'abbiamo fatta», dice Vaccari rivolgendosi ai concittadini. (adr.ar.)

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