San Martino in Rio, 550 persone a tavola per restaurare la chiesa
Un numero di iscrizioni da record: sarà una serata che verrà ricordata per anni dalla comunità sammartinese
SAN MARTINO IN RIO. Un numero di iscrizioni da record: sarà una serata che verrà ricordata per anni dalla comunità sammartinese, quella di stasera. Oltre 550 persone hanno prenotato la cena che si terrà nel cuore del paese per ribadire forte e chiaro che la chiesa va ricostruita e che sono disponibili a trovare i fondi per contribuire al ripristino dei danni provocati dalle tremende scosse di terremoto del 2012 alla chiesa della Collegiata, l'imponente edificio religioso che sorge su piazza Martiri.
«È con grande piacere che vi informiamo di essere arrivati a quota 550 iscritti alla cena in centro a San Martino – confermano gli organizzatori –. Non essendo possibile l'allestimento per un numero di persone più elevato, siamo costretti, nostro malgrado, ad interrompere le prenotazioni. Chi purtroppo non è riuscito ad iscriversi è comunque invitato a raggiungerci in piazza per ascoltare un po' di buona musica e stare in compagnia.’idea della cena è stata lanciata dai commercianti per tentare di coinvolgere i cittadini nella raccolta fondi. Hanno partecipato anche le associazioni sportive per promuovere l’evento». Mancano ancora 300mila euro per ultimare l’opera e ridonare il gioiello della Collegiata ai cittadini. La chiesa del Seicento, con facciata realizzata alla fine del Settecento su idea di Piermarini, lo stesso architetto che progettò la Scala di Milano.
I lavori necessari dopo il terremoto verranno completati entro la fine di quest’anno, e sono coperti dal finanziamento regionale per 505mila euro. Esiste, però, un’altra porzione di interventi che necessita invece di una copertura. Si tratta dell’impiantistica e dei restauri pittorici. Ad esempio, le cinque cupole tutte affrescate, realizzate da Sassi, pittore reggiano di metà ‘800, dovranno essere riportate all’antico splendore. E anche il presbiterio sarà da sistemare.
I lavori alla Collegiata sono partiti nella primavera scorsa e la fine è prevista entro il 2016. La parte più vulnerabile è quella del sottotetto, che è molto alto, e i pilastri sono molto slanciati. Pertanto, si sta mettendo in sicurezza la parte sovrastante per legarla al resto della struttura. (s.a.)
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