Torri assicura: «Non ci saranno forzature»
L’esponente Sel al M5S: «Anche in caso di un solo no, si terrà conto del parere del consiglio comunale»
GATTATICO. E’ davvero molto vivace il dibattito sulla possibile fusione tra i comuni di Campegine, Gattatico e Sant’Ilario. Dopo l’intervista al consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Gianluca Sassi – che aveva criticato la legge regionale, affermando che, nonostante la nuova clausola, anche nel caso di vittoria del no in un Comune l’ultima parola spetta comunque a viale Aldo Moro –, interviene anche il consigliere regionale di Sel Yuri Torri, relatore del progetto di legge di fusione.
«Credo sia necessario chiarirne in particolare un aspetto, a seguito degli ultimi atti approvati in Regione e di quanto affermato dal collega Sassi e in precedenza dal sindaco di Gattatico, Gianni Maiola – afferma Torri – La legge approvata lo scorso luglio dall’Assemblea regionale disciplina vari aspetti dei procedimenti di fusione o aggregazioni di comuni. La competenza resta in campo alla Regione, come previsto per legge, ma vengono chiariti gli effetti vincolanti che può avere il referendum. Il primo aspetto da chiarire è che l’articolo della legge riferito ai referendum si applica “solo per i nuovi procedimenti legislativi per i quali i progetti di legge siano presentati dopo l’entrata in vigore della legge”. In pratica si applicherà a partire dal 2017». Prosegue Torri: «Collegato alla legge è stato poi approvato un Ordine del giorno per dare risposta alle esigenze emerse in udienza conoscitiva da parte di alcuni sindaci, non reggiani. L’atto impegna l’Assemblea legislativa a tenere conto già da quest’anno dei principi espressi nella nuova normativa e, grazie ad un emendamento firmato da me e dalla collega Roberta Mori, “del parere dei consigli comunali dei Comuni in cui l’esito del referendum risultasse avverso alla proposta di fusione”. In pratica, nel caso in cui in uno dei tre Comuni reggiani dovesse prevalere il no si ritornerà al Consiglio comunale, anche a fronte del lavoro già svolto in Regione. A rafforzamento di questo concetto, nello stesso Ordine del giorno è stato previsto un ulteriore impegno per la Giunta ad inserire direttamente in legge entro la fine dell’anno una modifica che porterà ad acquisire sempre, prima di procedere, il parere dei Comuni in cui al referendum dovesse prevalere l’esito negativo».
Conclude il Consigliere regionale di Sel: «Non entro qui nel merito del dibattito sui pro e i contro delle fusioni che sarebbe molto lungo. E’ chiaro che per Sel, il gruppo che rappresento, e il centrosinistra si tratta di un’opportunità positiva, ma che dev’essere condotta senza forzature. E gli aspetti di cui ho dato conto brevemente credo dimostrino proprio questa volontà da parte dei consiglieri regionali».
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