Due profughi litigano per un resto di 7 euro, il tabaccaio chiama la polizia
In via Secchi due stranieri hanno cominciato a discutere con il titolare di una tabaccheria per un malinteso sulla macchinetta delle sigarette, tanto che l’uomo ha dovuto chiamare le forze dell’ordine
REGGIO EMILIA. Può capitare a un fumatore in crisi d'astinenza e privo di moneta spicciola di precipitarsi nelle ore notturne al primo distributore automatico e di prelevare un pacchetto di sigarette con una banconota da dieci o venti euro. In tal caso la macchina non gli restituisce un euro, a meno che non prelevi altri pacchetti finchè rimanga un resto pari o inferiore a tre euro, il massimo erogabile.
E' accaduto anche a due africani, i quali, non comprendendo le istruzioni scritte sul display, hanno perso il resto e hanno poi protestato con tale insistenza da richiedere l'intervento della polizia. Si tratta di due dei tanti richiedenti asilo ospitati nell'hotel City, in via Roma.
L'altra notte si sono recati al distributore automatico della tabaccheria Terzi, che si trova nella stessa strada all'angolo con via Secchi. Hanno usato un pezzo da dieci euro per prelevare un pacchetto di sigarette che ne costa 2,20. Dopo avere cercato a lungo, ma invano, di “convincere” la macchinetta ad emettere il resto, se ne sono ritornati in albergo pensando di essere vittima di una frode.
Ieri mattina, quindi, si sono precipitati in tabaccheria e ne hanno chiesto conto ai titolari, esprimendosi in un italiano molto stentato: «Subito – riferisce Massimo Terzi – ho controllato il distributore e ho constatato che il credito di 7,80 euro non era più indicato. Evidentemente uno o più clienti l'avevano utilizzato successivamente per prendersi le sigarette a sbafo».
A quel punto si trattava di farlo comprendere: «Ho tentato di spiegare – dice Terzi – che la macchina emette il resto soltanto se inferiore a tre euro, ma i due non capivano o fingevano di non capire. Non hanno alzato la voce, ma si sono piantati nel negozio dicendo che non se ne sarebbero andati finchè non gli avessimo restituito i 7,80 euro. Siccome loro stessi invocavano l'intervento dei carabinieri, abbiamo chiamato la polizia». La questura ha disposto un intervento in forze.
«Ci siamo visti arrivare – spiega Terzi – su due auto quattro agenti, che, dopo avere ascoltato i nostri racconti, hanno verificato i fatti e sono riusciti a convincere i due stranieri. Questi, pur non avendo con sè i documenti, sono potuti rientrare in albergo. Di malintesi di questo genere ne sono già accaduti tanti, da quando abbiamo installato il distributore automatico, per primi a Reggio, più di vent'anni fa. Ne capitano uno o due al mese, quasi sempre a stranieri, che di solito reagiscono urlando e imprecando, mentre questi si sono comportati educatamente».
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