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Reggio Emilia, arrestato per spaccio il fratello del tunisino ucciso in via Nacchi

Tiziano Soresina
Reggio Emilia, arrestato per spaccio il fratello del tunisino ucciso in via Nacchi

In una casa in via San Rigo la Municipale ha trovato hascisc, 580 euro in contanti e bilancini di precisione riconducibili al clandestino tunisino Ziad Sellami. Dopo l'arresto il 26enne è stato scarcerato con l’obbligo di firma

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REGGIO EMILIA. In quella casa – al civico 32 di via San Rigo – c’era da giorni un troppo insistito andirivieni di persone per non insospettire il nucleo antidroga della Municipale che, tramite il pm Valentina Salvi, si è poi presentato sabato mattina con un decreto di perquisizione.

E gli agenti hanno sequestrato 16 grammi di hascisc del tipo più pregiato e conosciuto come “carta oro” (droga suddivisa in due pezzi e trovata in sala), ma anche 580 euro in contanti (considerati provento dell’attività di spaccio), due bilancini e una bilancia più grossa. Per la Municipale è tutto riferibile al clandestino tunisino 26enne Ziad Sellami che abita lì, da qui l’arresto del nordafricano per detenzione di stupefacente ai fini di spaccio.

Il 26enne non è certo sconosciuto alle forze dell’ordine: ha affrontato un paio di processi (per lesioni e per droga) ed è uno dei fratelli del 41enne Mahdi Sellami che l’8 giugno scorso è stato ucciso con una coltellata in via Nacchi.

Davanti al giudice Andrea Rat, il tunisino si è difeso, spiegando che lo stupefacente trovato è per uso personale. Una replica che verrà circostanziata dall’avvocato difensore Antonella Corrente nella prossima udienza fissata per il 27 settembre. Nel frattempo Sellami è stato scarcerato dal giudice Rat e ha ora l’obbligo di firma.(t.s.)

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