Il pusher incastrato dai genitori ora è agli arresti domiciliari
REGGIOLO. Non è più in carcere l’indiano 42enne (residente a Reggiolo) finito nei guai dopo la perquisizione della sua abitazione in cui sono state trovate 23 dosi di eroina pronte all’uso, oltre a 3...
REGGIOLO. Non è più in carcere l’indiano 42enne (residente a Reggiolo) finito nei guai dopo la perquisizione della sua abitazione in cui sono state trovate 23 dosi di eroina pronte all’uso, oltre a 3 mila euro in contanti (probabile frutto dell'attività illecita, dato che risulta disoccupato) e di ben cinque telefoni cellulari che la polizia municipale ritiene utilizzati per gestire l'attività di spaccio.
Nell’udienza di convalida dell’arresto l’indagato – difeso dall’avvocatessa Rosa Apadula – ha dato la sua versione dei fatti davanti al gip Giovanni Ghini. Il magistrato giudicante ha poi convalidato l’arresto, mettendo infine il 42enne agli arresti domiciliari. In precedenza il pm Maria Rita Pantani (che coordina le indagini della polizia municipale) aveva chiesto per l’indiano la misura cautelare in carcere, mentre il difensore la remissione in libertà. Determinante per l'esito dell'operazione è stato il contributo di alcuni genitori e residenti di Brugneto e Villarotta che si sono improvvisati investigatori, e che avevano segnalato l'intensificarsi della presenza di tossicodipendenti nella zona oltre al ritrovamento di numerose siringhe vicino ai luoghi di ritrovo dei bambini tra cui parchi, aree vedi, campi di calcio e perfino davanti all'asilo.
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