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“Io, giovane mamma senza un posto all’asilo per il mio bambino”

Luciano Salsi
“Io, giovane mamma senza un posto all’asilo per il mio bambino”

Daria ha un figlio di 15 mesi ma per cavilli burocratici è scesa nelle graduatorie. Come lei tante altre madri, a Reggio su 638 posti sono pervenute 885 domande

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REGGIO EMILIA. A pochi giorni dalla riapertura degli asili nido, fissata per il primo settembre, sono ancora parecchie le famiglie in angosciosa lista d'attesa. La graduatoria, infatti, è compilata sulla base di un punteggio che penalizza le madri senza lavoro. Un caso emblematico è quello di Daria, una giovane reggiana con un figlio di 15 mesi, che si è vista sfumare la speranza di chiedere una revisione del punteggio e, quindi, un avanzamento nella graduatoria.

«Quando in aprile presentai la domanda - riferisce Daria - non avevo ancora un impiego. Quindi mi furono attribuiti pochi punti. Alla prima assegnazione, che fu fatta il 23 giugno, mi ritrovai 72sima su 90. Nel frattempo ero riuscita ad ottenere un'assunzione regolare, ma era già scaduto il termine per la rivalutazione del punteggio, che si poteva chiedere fra il 30 maggio e il 7 giugno.

Dopo la terza assegnazione, che risale al 23 agosto, risulto quarantesima, con diverse famiglie che mi precedono nei tre asili che avevo richiesto: sette al Maramotti, undici al Panda e nove all'Allende. Allora ho chiesto di essere accettata anche in altri undici asili, dove però sono ultimissima. Non posso permettermi di sostenere la retta di un asilo privato, che è sui 500 euro rispetto ai circa 200 che pagherei con il Comune, sulla base del mio Isee».

«Effettivamente – conferma Paola Cagliari, direttrice dell’Istituzione nidi e scuole dell'infanzia comunali – quest’anno le difficoltà sono cresciute poichè, malgrado la perdurante diminuzione delle nascite, sono aumentate le domande d'iscrizione ai nidi. Tuttavia l'anno scorso siamo riusciti ad accogliere tutte le richieste, grazie alle rinunce verificatesi nei primi mesi di apertura. Abbiamo accettato anche quaranta domande presentate oltre il termine».

Quest'anno la graduatoria iniziale comprendeva 885 domande per 638 posti disponibili, distribuiti fra i 12 nidi comunali e i 13 convenzionati. Le rinunce sono spesso motivate dall'entità delle rette, che variano fra i 540 euro della prima fascia Isee ( corrispondente a oltre 32mila euro) e i 63 euro della tredicesima fascia (fino a 4mila euro). Le famiglie che più spesso rinunciano sono quel 30% che rientra nella fascia più elevata.

Vi è tentata Rosa, che ha ottenuto il posto nell'asilo, ma protesta: «Abbiamo un reddito normalissimo, ma il mio compagno ha ereditato un semplice appartamento, che basta a fare salire l'Isee al massimo. Dovrei pagare 500 euro al mese, che sono più del mio stipendio, mentre conosco madri straniere che non lavorano e ne pagano 90».

«Ci dobbiamo attenere – spiega Paola Cagliari – alle indicazioni dell'Isee, che, come ogni strumento di valutazione, non può soddisfare ogni famiglia. I nidi sono un servizio a domanda individuale, che i comuni devono assicurare con le loro risorse. Le cose cambieranno se passerà la legge che li trasforma in un servizio a carico dello stato».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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