Gazzetta di Reggio

Reggio

L’archivio va al Comune

di Luciano Salsi
L’archivio va al Comune

Cedute le carte con i progetti dell’architetto Piacentini

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REGGIO EMILIA. È ufficiale l'acquisizione dell'archivio Osvaldo Piacentini da parte del Comune. Le carte che documentano la prestigiosa attività del fondatore della Cooperativa architetti e ingegneri erano già depositate nel magazzino comunale di via Mazzacurati. Giordano Gasparini, dirigente dei Servizi culturali e direttore della biblioteca municipale Panizzi, ha firmato venerdì scorso il provvedimento dirigenziale con il quale il Comune accetta in comodato gratuito per vent'anni l'archivio Piacentini, sulla base di un contratto di comodato firmato contestualmente da Gasparini e da Medardo Chiapponi, presidente dell'associazione Osvaldo Piacentini. Tale associazione, che ha il recapito in via Reverberi nella vecchia sede della cooperativa Caire, si era costituita nel 1993, con la partecipazione del Comune, allo scopo di ordinare e valorizzare la documentazione del grande architetto. A tale opera di riordino ha dato un contributo fondamentale Mauro Baldini, degno successore di Piacentini al vertice di Caire, che è morto lo scorso 26 gennaio.

Le carte, quindi, erano già state catalogate, ma non trovavano una collocazione adeguata nei locali della cooperativa. Nel provvedimento dirigenziale si precisa, invece, che l'archivio comunale di via Mazzacurati è il “luogo idoneo alla conservazione e alla messa in consultazione” di tali documenti. Il comodato, infatti, “ha lo scopo di consentire agli studiosi di prendere visione dei materiali e farne oggetto di studio e ricerca”. Osvaldo Piacentini, nato a Reggio nel 1922 e morto nel 1985, ebbe un ruolo di primo piano in ambito civile, come pioniere della moderna urbanistica, ma anche nella comunità ecclesiale, essendo stato uno dei primi laici a ricevere, nel 1978, l'ordinazione diaconale. Fu quindi tra i promotori del rinnovamento a cui la nostra città andò incontro grazie all'impulso delle forze politiche e sociali e all'ispirazione del concilio ecumenico Vaticano secondo. Fu tra i fondatori della Cooperativa Architetti ed Ingegneri di Reggio, che nel dopoguerra firmò alcuni degli interventi più significativi, all'insegna del razionalismo di quegli anni. «L'opera più famosa di quel periodo – riferisce l'ingegnere Paolo Genta, presidente di Caire-progettazioni – è il grattacielo di porta San Pietro, progettato dall'ingegnere Franco Valli, fratello dell'attore Romolo Valli. Franco Valli, che era stato insieme a Piacentini tra i fondatori della cooperativa, aveva disegnato anche un altro grattacielo, diverso dal primo, che sarebbe dovuto sorgere sull'altro lato della porta, dove è invece sopravvissuta una delle due gabelle». Piacentini aveva una personalità forte e poliedrica, capace di imprimere un marchio personale a tutte le esperienze cui prese parte. In campo professionale prefigurò una città strutturata in quartieri a misura d'uomo e disegnò negli anni Sessanta quel Villaggio Architetti che ha costituito e costituisce tuttora un modello più volte ripreso di unità abitativa per più famiglie. Come urbanista, coi piani regolatori di Modena e Reggio degli anni Sessanta, collaborò al processo di maturazione, in Italia, della cosiddetta urbanistica sociale.

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