Gazzetta di Reggio

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Folla per l’addio alla cuoca della scuola elementare

di Adriano Arati
Folla per l’addio alla cuoca della scuola elementare

Casalgrande: Gina Marastoni, 65enne di Salvaterra, lavorava a Sant’Antonino Era conosciutissima. Folla commossa ieri pomeriggio durante il funerale

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CASALGRANDE. In centinaia per salutare Gina, amatissima e sorridente cuoca, mamma e nonna.

Erano davvero tante le persone che ieri pomeriggio hanno voluto omaggiare per l'ultima volta Gina Marastoni, abitante di Salvaterra, morta all’età di 65 anni nella giornata di lunedì all'ospedale di Reggio Emilia, dopo mesi di terapie contro una malattia.

Gina, originaria di Cassano di Polinago, nell'Appennino modenese, da decenni viveva a Salvaterra, dove aveva costruito la propria famiglia assieme al marito, scomparso da tempo. Era conosciutissima nel territorio casalgrandese per aver lavorato per tanti anni come cuoca della scuola di Sant'Antonino, ruolo che le ha permesso di essere a contatto con generazioni di abitanti della zona e di farsi apprezzare per la gentilezza e il bel sorriso sempre presente.

Gina lascia le figlie Vania e Valeria Beggi, con i nipotini Riccardo e Matteo, i genitori Renzo e Norma Braglia, le sorelle Antonella e Marisa e tanti parenti sparsi fra le due vallate del Secchia.

Gran parte della famiglia vive ancora nella zona di Cassano di Talbignano, e proprio lì, nel cimitero della piccola frazione modenese, è stata seppellita la salma di Gina, dopo la cerimonia funebre officiata nella chiesa della Madonna del Lavoro, in centro a Casalgrande.

E’ stata una funzione religiosa affollatissima e densa di commozione, quella officiata ieri pomeriggio, conclusa da diversi ricordi della Marastoni. Prima ha parlato la figlia, che ha scritto una lettera alla mamma, e poi un docente della scuola di Sant'Antonino, per tanti anni collega di Gina.

Il mondo della scuola casalgrandese era rimasto legatissimo alla donna anche dopo il distacco forzato degli ultimi anni, dovuto anche alla malattia e alla necessità di sottoporsi a continue terapie. Il suo ruolo di cuoca è stato poi preso, per alcuni anni, proprio dalla sorella Antonella, come lei grande appassionata ed esperta di fornelli. La dimostrazione più bella di questo affetto radicato si è visto ieri pomeriggio, col centro di Casalgrande invaso per l'ultimo commiato a Gina. Nelle ultime settimane le sue condizioni erano progressivamente peggiorate, sino a portare al ricovero al reparto di Oncologia dell'arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio, dove la 65enne è spirata lunedì, debilitata dal lunghissimo confronto con la malattia.

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