Prostituzione, nuovo blitz Chiuso un centro massaggi
La squadra mobile ha scoperto dal 2015 ben 17 attività illegali di questo tipo Denunciato il titolare cinese. Tariffe fra gli 80 e 100 euro per i clienti del locale
REGGIO EMILIA. Finti massaggi, prostituzione vera. Attività illecite di marca cinese che la squadra mobile ha messo nel mirino a tal punto che lunedì mattina sono stati messi i sigilli al diciassettesimo centro massaggi.
Come ha spiegato ieri in conferenza-stampa il dirigente Guglielmo Battisti – che guida la squadra mobile – nelle ultime settimane per ben tre volte gli agenti si sono appostati in via Papa Giovanni XXIII – in zona Terrachini – e hanno poi "intervistato" i clienti in uscita dal centro, al civico 1/C.
In evidente imbarazzo, comunque tutti reggiani e sulla cinquantina, hanno confermato di aver avuto rapporti sessuali pagando una tariffa di 80/100 euro.
Così lunedì mattina è scattato il blitz della polizia.
All'interno del centro estetico Xianggelila sono state trovate due cinesi di circa 40 anni, entrambe in regola con i documenti, e un uomo che ha spiegato di essere un collaboratore del titolare che è un cinese 46enne denunciato "perché tollerava in maniera abituale la prostituzione all'interno dell'esercizio pubblico".
Del titolare non c’è traccia (si tratta di un cinese in regola con il permesso di soggiorno), le due donne non hanno collaborato alle indagini («Non dicono nulla») ed ora in tribunale il gip ha dieci giorni di tempo per la convalida del sequestro preventivo.
Da quanto accertato dagli agenti, il titolare del locale è in affitto, presumibilmente il proprietario dei muri è un reggiano.
Rimane però ancora difficoltoso per le forze dell’ordine riuscire a dimostrare che i proprietari delle strutture in cui vengono aperti questi centri massaggi sono a conoscenza di cosa vi accade effettivamente all’interno.
Il centro era aperto da circa sei mesi.
Non è stato facile per la polizia intervenire, per le difficoltà avute nel trovare un posto sicuro per appostarsi e osservare il viavai dei clienti.
La svolta è arrivata grazie alla collaborazione di alcuni residenti, che hanno consentito agli agenti di appostarsi in uno spazio comune di un palazzo della zona.
Dal 2015 sono 17 i centri massaggi finiti sotto sequestro (oltre a due appartamenti).
«I primi sigilli sono stati apposti in locali del centro-città – spiega Guglielmo Battisti, capo della squadra mobile – per poi intervenire a raggiera in periferia, ma siamo intervenuti in due casi anche in provincia. Quindi non si può dire che vi siano aree dedicate a questa attività illegale».
La pressione messa a Reggio dai poliziotti a questi finti centri massaggi comincia ad avere degli effetti, cioè che locali sospetti di questo tipo sono ora “traslocati” verso Parma.
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